
Il movimento sciopero per il clima ha lanciato una petizione rivolta alla consigliera federale Karin Keller-Sutter dopo che il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha perquisito, lo scorso 28 maggio, gli appartamenti di tre attivisti per il clima, nei confronti dei quali è stata aperta un’indagine. Il movimento chiede tramite la petizione “la fine immediata a queste aggressioni istituzionali”. Si parla di “confisca di materiale informatico” e “ore di interrogatorio” ai tre attivisti.
Raccolte già 3’500 firme
Nello spazio di tre giorni la petizione ha raccolto oltre 3’500 firme. Il testo chiede anche delle scuse da parte della consigliera federale per questo “attacco ai diritti umani”. Stando al movimento l’indagine è stata approvata dal ministro della giustizia a seguito di una lettera aperta inviata un anno fa dal gruppo di lavoro vodese e ginevrino dello Sciopero per il clima al Consiglio di Stato del Canton Vaud, al Dipartimento federale della difesa (DDPS) e all’esercito. Questo nonostante il Consiglio federale stesso, un anno fa, aveva chiarito che la lettera aperta era una questione di libertà di espressione. “Chiediamo alla consigliera federale Karin Keller-Sutter di rispettare la libertà di espressione e di porre fine immediatamente a questa repressione nei confronti degli attivisti per il clima”, spiega Kelmy dello sciopero per il clima, citato in una nota.
Il contenuto della missiva
Le perquisizioni domiciliari sono state effettuate nell’ambito di un procedimento penale in corso dell’Ufficio federale della polizia e della polizia cantonale vodese, aveva spiegato lo stesso MPC all’agenzia Keystone-Ats. Gli attivisti sono accusati di aver incitato alla “violazione degli obblighi militari”. Nella missiva gli attivisti chiedevano uno sciopero militare e hanno dichiarato di non essere più d’accordo di pagare la tassa militare per ragioni etiche, morali, ecologiche e sociali. A loro avviso, l’«Istituzione militare» è dannosa per l’ambiente, violenta, discriminatoria, nazionalista, costosa ed inutile. Hanno quindi chiesto che l’esercito venga radicalmente ristrutturato o abolito.
Com’è partita l’indagine
L’appello aveva infastidito il consigliere nazionale Jean-Luc Addor (UDC/VS) che nel giugno dello scorso anno si era rivolto al Consiglio federale tramite un’interpellanza. Il Governo aveva tuttavia deciso di non intervenire. Stando all’esecutivo, il Codice penale serve alla prevenzione e alla punizione in caso di reato, ma non ha l’obiettivo di limitare la libertà di espressione o impedire opinioni indesiderate. Addor si era tuttavia dichiarato non soddisfatto della risposta del Consiglio federale durante l’ora delle domande al Consiglio nazionale e aveva presentato una denuncia penale contro ignoti presso il Ministero pubblico federale. Il parlamentare vallesano accusa il movimento dello Sciopero per il clima, e in particolare le sue sezioni vodese e ginevrina, di incitare alla violazione degli obblighi militari. Tale reato potrebbe essere punito con la reclusione fino a tre anni o una multa. Il MPC ha quindi aperto nel febbraio 2021 un procedimento penale contro ignoti.
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