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Svizzera
Keller-Sutter e Amherd hanno convinto "più degli uomini"
Keller-Sutter e Amherd hanno convinto "più degli uomini"
Keller-Sutter e Amherd hanno convinto "più degli uomini"
Redazione
8 anni fa
Stampa elvetica positiva sulla doppia elezione. Ma c'è un punto critico: accesso riservato a politiche senza figli

La stampa svizzera ha accolto oggi unanimemente in maniera positiva l'elezione di due donne in Consiglio federale. Emergono però interrogativi sul significato dell'arrivo in governo dell'ottava e nona ministra della storia elvetica.

"La cosa più bella, nella doppia elezione del 5 dicembre, risiede nel largo riconoscimento non del genere, ma delle competenze (nome femminile plurale)", scrive "La Liberté", parlando delle attitudini delle nuove ministre.

La liberale-radicale sangallese Karin Keller-Sutter e la democristiana alto vallesana Viola Amherd "non sono state scelte per delle quote, ma perché hanno convinto più della concorrenza maschile", sottolinea il "Tages-Anzeiger".

Secondo le pubblicazioni romande di Tamedia, la doppia elezione al primo turno è un "simbolo. Una lezione che il Parlamento ha voluto inviare alla Svizzera". "La rappresentanza delle donne farà d'ora in avanti parte delle regole non scritte delle elezioni in Consiglio federale", affermano "24 Heures" e "Tribune de Genève".

Non tutto è però perfetto, come fa notare "La Liberté": l'accesso al governo rimane infatti riservato a politiche senza figli. "Le Temps" aggiunge che si potrà davvero esultare solamente il giorno in cui le donne potranno imporsi senza battaglie eccessive, e si penserà che sono al loro posto allo stesso titolo degli uomini.

La NZZ sottolinea dal canto suo che in realtà prevale una certa stabilità, considerando che le nuove elette sono rappresentanti dei partiti borghesi e che da loro ci si aspetta quel tipo di politica.

I giornali cercano poi di fare previsioni sulle possibili distribuzioni dei portafogli. Il "Blick" vedrebbe ad esempio bene Keller-Sutter alla difesa, fatto che equivarrebbe a riprendere il dipartimento dalle mani dell'UDC dopo 22 anni. Le "NZZ" stima che finanze e affari esteri resteranno a Ueli Maurer e Ignazio Cassis.

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