
Una politica dei visti allineata a quella dell’area Schengen. È quanto chiede agli Stati balcanici la consigliera federale Karin Keller-Sutter. Lo ha affermato oggi prima della riunione dei ministri degli interni dell'UE a Lussemburgo, ricordando che chi proviene da India, Bangladesh o Tunisia non ha bisogno di un visto per recarsi in Serbia. Molti di loro proseguono poi il viaggio verso l'UE con l'aiuto di passatori. Secondo Keller-Sutter, circa l'80% delle richieste di asilo presentate in Austria riguarda migranti provenienti dalla Serbia. Inoltre, cresce in Europa occidentale il numero di richiedenti asilo originari di Siria e Afghanistan, che in precedenza si fermavano in Turchia e in Grecia.
Credito quadro per la migrazione, 40 milioni alla Grecia
A margine dell'incontro, la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha firmato il primo accordo sulla migrazione con il ministro greco Notis Mitarakis nell'ambito del contributo di coesione stanziato dalla Svizzera. Berna ha versato 40 milioni di franchi per sostenere progetti e programmi in questo ambito in Grecia, precisa una nota del DFGP, aggiungendo che insieme a Cipro e all'Italia, la Grecia è uno dei tre Paesi selezionati nel 2019 dalla Svizzera per una cooperazione nell'ambito del credito quadro per la migrazione.
A cosa sono destinati i fondi
I fondi andranno a progetti e programmi delle autorità greche e delle organizzazioni operanti nel settore migratorio, da attuare nell'asilo, nelle infrastrutture, nell'integrazione così come nel ritorno volontario e nella reintegrazione. Questa cooperazione permetterà di potenziare non soltanto la sicurezza nello spazio Schengen, ma anche le strutture degli Stati membri esposti a una forte pressione migratoria, assicura il DFGP.

