
Il capo dell'esercito Christophe Keckeis è deluso dalle critiche mosse da più parti al libro elogiativo che lo vede protagonista e che è stato sponsorizzato da imprese d'armamento - fornitori della Confederazione - e dalle stesse forze armate, che hanno versato 100'000 franchi per acquistare 5000 copie. "Sono sorpreso di come in Svizzera ciò che viene fatto di buono viene sistematicamente trascinato nel fango, ma a quanto sembra questo fa parte del sistema in questo paese", ha affermato l'alto ufficiale in un'intervista diffusa oggi dalla radio DRS.Il rapporto chiesto dal capo del Dipartimento della difesa Samuel Schmid - che ha peraltro scritto la prefazione al volume - è già sulla scrivania del consigliere federale, ha da parte sua indicato il portavoce Sebastian Hueber. L'interessato lo studierà e deciderà poi se prendere misure. Keckeis non conosce ancora i contenuti del documento, ma si dice pronto ad assumersi l'intera responsabilità della vicenda. Secondo il capo dell'esercito, Schmid sapeva solo che era in preparazione il volume in questione: "non era necessario che sapesse di più".Keckeis - che andrà in pensione a fine anno - ha detto di essere venuto a sapere solo circa un anno fa del progetto in preparazione. I suoi collaboratori volevano fargli una sorpresa. "Ho risposto: se fate un libro sulla riforma dell'esercito, cui io ho contribuito, allora è ok: ma fate attenzione che non diventi un'opera su Keckeis, non è nel mio stile".Il prodotto finale presenta contributi di 25 autori. Fra loro figurano professori del politecnico di Zurigo e "generali", ma anche tutta una schiera di persone vicine all'interessato, come il capo di stato maggiore, il portavoce, l'autista, la segretaria e il figlio di Keckeis. Nel volume il capo dell'esercito non manca inoltre di muovere critiche in varie direzioni, per esempio verso il popolo, i politici, il parlamento, il capo del dipartimento, i sottoposti.ATS
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