
L'ex consigliere federale PLR Kaspar Villiger è stato insignito oggi a Francoforte del premio per la libertà 2016 della fondazione Friedrich-Naumann vicina al Partito liberale tedesco (Fdp). Entra così a far parte di una lista di celebri politici ed intellettuali. Villiger viene onorato "per le sue idee riformiste, liberali e i suoi progetti all'insegna della responsabilità", si legge in una nota odierna. Gli vengono in particolare riconosciuti meriti per due grandi progetti da lui realizzati. Uno è stata l'introduzione del freno all'indebitamento con il quale ha creato "le basi per la salute finanziaria della Confederazione elvetica", precisa la fondazione Friedrich-Naumann. L'ex consigliere federale ha inoltre "collaborato in particolare alla grande riforma del federalismo svizzero che ha richiamato l'attenzione degli specialisti di tutta Europa per i chiari principi di politica sulla quale si basava". Secondo Karen Horn, presidente della giuria, Villiger è considerato "un liberale coraggioso, critico e tenace che nella sua carriera politica ha voluto modellare il futuro invece di restare timoroso". Nel luglio scorso, quando era stata annunciata l'assegnazione del premio, la fondazione aveva pure ricordato il "memorabile discorso" che Villiger, in qualità di presidente della Confederazione, aveva tenuto il 7 maggio 1995 in occasione dei 50 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale davanti al Parlamento svizzero. In quell'occasione l'allora consigliere federale aveva riconosciuto alla Svizzera il ruolo di rifugio della libertà e della democrazia. Parallelamente aveva indicato che anche la Confederazione si era macchiata di colpe nei confronti degli ebrei perseguitati. Per questo si era scusato in nome del governo. Con il premio della libertà ogni due anni vengono insignite personalità che hanno dato impulso per una società liberale contribuendo in tal modo allo sviluppo di obiettivi e valori più liberali, indica il comunicato della fondazione. In passato il premio della fondazione Naumann è stato attribuito tra l'altro all'ex ministro degli esteri tedesco Hans-Dietrich Genscher (2006) e allo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa (2008).
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