
Il presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Thomas Jordan ha respinto le accuse avanzate dai media secondo cui all’interno dell’istituto di emissione ci sarebbero diversi di casi di sessismo, bullismo e discriminazione salariale. In ogni modo la questione sarà seguita in maniera “rigorosa”, ha detto oggi ai giornalisti.
“Non credo che abbiamo un problema sistemico”, ha dichiarato il 57enne in risposta alle domande sull’argomento in una conferenza telefonica in occasione dell’ultima decisione sui tassi di interesse. “Ma non si può escludere che ci siano dei singoli casi”. La Banca nazionale sta appurando se esistano, e se necessario se ne occuperà.
Oggi “Republik” ha denunciato abusi presso la BNS, citando oltre una dozzina di attuali ed ex dipendenti. Il periodico online parla di presunto sessismo, bullismo e discriminazione salariale contro le donne. Le fonti, anonime, hanno denunciato la cultura aziendale della banca centrale come “all’età della pietra” e “autoritaria”. Le critiche sono state quindi rivolte personalmente anche al presidente della Direzione generale della BNS.
Jordan ha detto che il bullismo, il sessismo o qualsiasi forma di discriminazione sono “semplicemente inaccettabili” per la BNS. Le molestie e le discriminazioni nella vita lavorativa quotidiana non sarebbero tollerate. “Prendiamo ogni indicazione molto seriamente”.
La Banca nazionale, come altre società, certamente non è perfetta, e si indagherà per sapere fino a che punto ci sia bisogno di migliorare la situazione, ha aggiunto il suo presidente. “La parità salariale da noi è rispettata”, ed è dimostrato da apposite analisi, ha sostenuto Jordan.
La cultura aziendale è stata finora valutata come equa e rispettosa nei sondaggi regolari tra i dipendenti. L’economista ha inoltre affermato che la BNS è regolarmente inserita negli elenchi dei datori di lavoro più interessanti.
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