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Svizzera
Jihadisti: la Svizzera critica il gruppo di lavoro dell’ONU
Redazione
6 anni fa
Berna ritiene che gli esperti abbiano oltrepassato il loro mandato dopo l’appello lanciato dal CF

La Svizzera ha criticato oggi a Ginevra il gruppo di lavoro dell’ONU sull’uso dei mercenari. Berna ritiene che gli esperti abbiano oltrepassato il loro mandato dopo l’appello lanciato al Consiglio federale affinché sostenga i cittadini elvetici partiti all’estero “con fini terroristici” e detenuti in un Paese in cui i diritti umani sono poco rispettati.

In un rapporto pubblicato alcune settimane fa, i tre membri del gruppo di lavoro sull’utilizzo dei mercenari avevano raccomandato alla Svizzera di rimpatriare i “suoi” jihadisti in taluni casi: in particolare quando “elementi credibili” lasciano pensare che le persone in questione - detenute, perseguitate o condannate - potrebbero essere torturate o non essere oggetto di un processo equo.

“La Svizzera tiene a sottolineare la differenza tra terroristi partiti all’estero e mercenari”, ha affermato davanti al Consiglio dei diritti umani l’ambasciatore elvetico presso la sede ginevrina delle Nazioni Unite, Jürg Lauber. Berna “è consapevole delle preoccupazioni del gruppo di lavoro”. Tuttavia, considera che il rimpatrio dei jihadisti “vada al di là delle competenze” di questi esperti indipendenti. La Confederazione si dice comunque aperta a una discussione su tale questione con un meccanismo che potrebbe essere adattato.

Diversi jihadisti svizzeri che hanno lasciato il Paese per raggiungere lo Stato islamico sono trattenuti dalle autorità curde nel nordest della Siria da quando il gruppo terroristico ha perso il controllo della regione. Nonostante gli appelli delle Nazioni Unite e del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) agli Stati di rimpatriare i propri cittadini, la consigliera federale Karin Keller-Sutter, a capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), si è sempre opposta a questa possibilità per motivi di sicurezza.

Ieri l’ambasciatore Lauber aveva già disapprovato le critiche sulle persone disabili mosse dai relatori speciali sul diritto allo sviluppo. Questi esperti indipendenti, che non si esprimono a nome dell’ONU, avevano svolto delle visite in Svizzera, facendone poi dei rapporti davanti al Consiglio dei diritti umani a Ginevra.

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