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Svizzera
Jet da combattimento: “Spreco di soldi”
Keystone-ats
6 anni fa
È quanto sostiene il comitato interpartitico che oggi a Berna ha lanciato la campagna per il “no” all’acquisto dei nuovi aerei. Il voto è in programma il 27 settembre

L’acquisto di nuovi jet da combattimento è “uno spreco di soldi inaccettabile”: lo sostiene un comitato interpartitico che oggi a Berna ha lanciato la campagna contro il decreto federale concernente l’acquisto di nuovi aerei da combattimenti. Il voto è in programma il prossimo 27 settembre.

A sei dal no per i Gripen
Solo sei anni dopo il “no” alle urne in merito ai Gripen, la popolazione sarà nuovamente chiamata ad esprimersi. Il comitato “No ai miliardi per gli aerei da combattimento” ha invitato la popolazione ad opporsi al testo, poiché secondo la consigliera nazionale Marionna Schlatter (Verdi/ZH), si tratta di una “falsa promessa di maggiore sicurezza”.

Minacce? “Sì, il cambiamento climatico”
“Le minacce realistiche per la Svizzera non sono una guerra nei cieli dell’Europa, bensì il cambiamento climatico, attacchi estremisti e ciber-terroristici oppure pandemie come il coronavirus”, ha aggiunto l’ecologista zurighese, sostenendo che tali velivoli sono inutili e tolgono risorse che potrebbero servire per “risolvere le vere sfide per la nostra sicurezza”.

“Spese di acquisto e poi manutenzione”
Se si aggiungono le spese di acquisto, di esercizio e di manutenzione, i “jet di lusso” costeranno ai contribuenti 24 miliardi di franchi. “È politicamente irresponsabile”, ha indicato la consigliera nazionale Priska Seiler Graf (PS/ZH), particolarmente sensibile ai costi, soprattutto ora che ci saranno gli effetti economici del coronavirus, ha sottolineato.

Critiche da Fridez
Il consigliere nazionale Pierre-Alain Fridez (PS/JU), dal canto suo, ha insistito sulla necessità di orientarsi verso aerei da combattimento più “leggeri ed economici” per adempiere ai compiti della polizia aerea. A essere nel mirino è anche la modalità della votazione: “L’acquisto previsto è un assegno in bianco al Dipartimento della Difesa, perché al momento del voto non si saprà né il tipo di aereo, né quanti di essi la Confederazione intenda acquistare”, ha criticato il consigliere nazionale Fabien Fivaz (Verdi/NE).

Principio dell’acquisto
Il prossimo 27 settembre, gli svizzeri non saranno chiamati ad esprimersi sul modello o sul numero di aerei, ma unicamente sul principio dell’acquisto. Il Consiglio federale si pronuncerà sul tipo di caccia soltanto dopo la votazione federale. L’obiettivo è di sostituire gli attuali aerei da combattimento con nuovi velivoli per un costo massimo di 6 miliardi di franchi. Tuttavia, la cultura, la formazione o il settore sociale non dovranno subire tagli in seguito a questi acquisti.

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