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Jacques Moretti: «La porta di servizio al piano terra era chiusa dall’interno»
©ALESSANDRO DELLA VALLE
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un giorno fa
Il proprietario del Constellation ha anche ammesso di avere sostituito personalmente la schiuma acustica che ha preso fuoco, acquistandola nel negozio Hornbach – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
12 ore fa
Calmy-Rey: «Bisogna porre fine ai piccoli affari e agli intrecci tra politica e interessi personali»

Le autorità e i proprietari del bar «Le Constellation» sono responsabili di quanto accaduto la notte di Capodanno. Ad affermarlo al «Blick» è l'ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey, secondo cui «molto è andato storto».

Calmy-Rey, malgrado durante la sua esperienza nell'esecutivo (2003-11) rappresentasse il canton Ginevra, è nata e cresciuta a Sion ed è originaria di Crans-Montana (VS), teatro del tragico incendio. Nella località di montagna possiede uno chalet con le sue sorelle: al momento del dramma si trovava proprio nella cittadina, dove si è fermata anche per i primi giorni del 2026.

«È semplicemente terribile. La gente piange, questo peso si sente ovunque», ha detto oggi Calmy-Rey al giornale svizzerotedesco, aggiungendo di essere profondamente colpita da quanto capitato. Secondo l'80enne, ci sarà chiaramente un prima e un dopo il disastro.

Calmy-Rey ha affermato di provare un'enorme pena per le famiglie delle giovani vittime, che avevano tutta la vita davanti. A Crans-Montana, quasi tutti conoscono qualcuno che è stato colpito, ha fatto notare l'ex consigliera federale. La località turistica, ha evidenziato, non può più essere un luogo dove si ride spensieratamente: sembra anzi un cimitero.

«Sono stati commessi degli errori e questo deve essere dichiarato chiaramente. Le indagini devono ora essere svolte con attenzione e scrupolosità», ha proseguito Calmy-Rey, stando alla quale le scuse non bastano. «Bisogna porre fine ai piccoli affari e agli intrecci tra politica e interessi personali».

La pressione dei media e degli avvocati delle famiglie è necessaria e obbliga le autorità vallesane a «fare la cosa giusta», ha spiegato la socialista. Insomma, la verità deve venire a galla, ha concluso Calmy-Rey.

15 ore fa
Charlie Hebdo scatena polemiche per una vignetta su Crans-Montana

Una vignetta di Charlie Hebdo torna a scatenare polemiche. Questa volta l'argomento trattato dal settimanale satirico francese è la tragedia di Capodanno a Crans-Montana (VS), dove 40 persone sono morte per l'incendio del bar «Le Constellation».

Nella «vignetta del giorno» pubblicata dalla rivista sui propri profili social ieri, firmata dal fumettista Salch, appaiono due figure dai tratti caricaturali che rappresentano sciatori, accompagnate dalla scritta Les brulés font du ski («Gli ustionati sciano») in alto e La comédie de l'année («La commedia dell'anno») in basso: un richiamo al film comico francese del 1979 Les Bronzés font du ski, titolo cult che ebbe molto successo nel Paese.

L'illustrazione in questione, pubblicata peraltro durante la giornata di lutto nazionale indetta in Svizzera, ha fatto scattare le proteste di diversi utenti del web, come emerge da decine di commenti indignati su Instagram e X.

Tra questi c'è quello di Julie Bourges, giovane donna diventata nota in Francia sui social che da adolescente era stata vittima di gravi ustioni per un incidente durante una festa di carnevale. «Non è umorismo. È una violenza in più. È stato superato il limite e permettersi di dirlo non significa censurare. Significa ricordare che esiste la DECENZA», è il suo commento.

16 ore fa
L'indignazione di Christoph Blocher: «Crans-Montana? Mi vergogno per la Svizzera»

Christoph Blocher, 85 anni, storico leader dell'UDC, ha detto la sua sulla tragedia di Crans-Montana costata la vita a 40 persone, perlopiù giovanissime. L'ex consigliere federale, soprattutto, si è chinato sulle critiche piovute dalla politica e dai media italiani. Nelle trasmissioni Teleblocher e WeltwocheDaily, come scrive il Blick, il decano dei democentristi ha reagito inizialmente con indignazione. «Sono contenti che per una volta sia qualcun altro ad avere le mani sporche» ha affermato Blocher. Allo stesso tempo, però, l'85.enne ha espresso forti, fortissime critiche alla Svizzera: «Mi vergogno che una cosa del genere sia successa nel nostro Paese» le sue parole. Di qui una certa comprensione verso gli attacchi provenienti dalla Penisola: «Anche lì una tragedia del genere sarebbe stata possibile. Ma la cosa incomprensibile, per loro, è che sia successa proprio in Svizzera». L'articolo completo qui.

17 ore fa
Dopo l'incendio Moretti mandò la moglie a casa dai figli: «Volevo proteggerla»

Emergono nuovi dettagli a seguito dell'interrogatorio ai due coniugi Moretti, sentiti ieri mattina alle 8 a Sion in un'audizione durata ben sei ore. Jacques Moretti avrebbe raccontato alcuni dettagli della tragica notte di Capodanno, resi noti dall'emittente BFMTV. Ebbene, stando a quanto emerso, Jacques Moretti avrebbe iniziato il racconto spontaneamente, parlando dapprima di una delle vittime, la cameriera 24.enne Cyane Panine. «Il suo fidanzato e io abbiamo cercato di rianimarla per più di un’ora, lì fuori in strada, finché i soccorritori non ci hanno detto che era troppo tardi», avrebbe dichiarato Moretti. Particolarmente scossa la moglie Jessica, grande amica di Cyane.

«Ho subito urlato: “Fuori tutti!”»

Dopo la versione di Jacques, è stata sentita quella di Jessica. «A mezzanotte c’era davvero poca gente». Solo in seguito, nel corso della serata, sarebbero giunti progressivamente diversi gruppi, raggiungendo il centinaio di presenti nel locale. A un certo, punto avrebbe notato una luce arancione in alto, nell'angolo del bar. «Ho subito urlato: “Fuori tutti!” e ho immediatamente pensato di chiamare i pompieri». Jessica Moretti ha quindi lasciato il locale alle 1.28, ha effettuato la chiamata di emergenza, avvisando anche l’addetto alla sicurezza di far evacuare tutti.

«Volevo proteggerla»

Jessica avrebbe poi contattato telefonicamente il marito, informandolo dell'incendio. Jacques avrebbe poi spiegato agli inquirenti che cosa è accaduto dopo il suo arrivo: avrebbe inizialmente tentato di entrare nel Constellation, ma «era impossibile, c’era fumo ovunque». Con altre due persone si sarebbe pertanto diretto verso la porta di servizio sul retro, ma era «chiusa». Una volta forzata, davanti all’uscita si trovavano diverse persone prive di sensi, tra cui anche Cyane. Solo a quel punto avrebbe detto alla moglie di tornare a casa dai figli. «Le ho detto di non restare lì a vedere questa tragedia. Volevo proteggerla».  

Personale mai formato in caso di incendio

Oltre ai pannelli fonoassorbenti che, stando alle prime ricostruzioni, in combinazione con le stelline scintillanti avrebbero potuto provocare l’incendio nel Constellation, la prima audizione avrebbe fatto emergere – riferisce sempre BFMTV – anche ulteriori possibili carenze. Secondo Moretti, infatti, il personale non sarebbe mai stato formato su come comportarsi in caso di incendio nel locale.

19 ore fa
Jacques Moretti: «La porta di servizio al piano terra era chiusa dall’interno» (CORRETTO)

Jacques Moretti avrebbe ammesso, davanti agli inquirenti, che la porta di servizio al piano terra del bar Constellation era chiusa dall’interno la notte di Capodanno. Lo riferisce RTS. Moretti ha inoltre riconosciuto di aver sostituito personalmente la schiuma fonoassorbente sul soffitto, la stessa che ha preso fuoco, acquistata nel negozio di bricolage Hornbach.

Secondo le informazioni raccolte dall’unità investigativa della RTS, che cita fonti confidenziali, Jacques Moretti ha dichiarato agli inquirenti di avere notato la notte della tragedia che la porta di servizio era chiusa dall’interno.

Moretti è arrivato sul luogo dopo l’incendio e ha sbloccato la porta dall’esterno, trovandosi davanti «diversi corpi senza vita». Ha dichiarato di non sapere perché l’uscita fosse bloccata.

Dopo le anticipazioni di RTS, era stato erroneamente scritto che Jacques Moretti «aveva riconosciuto che l’uscita di emergenza del seminterrato era chiusa a chiave». In realtà, si riferiva a una porta di servizio al piano terra. Ci scusiamo per l'errore.

RTS aveva già rivelato che i dipendenti del bar erano consapevoli dei rischi legati alla schiuma. Durante il Capodanno 2019-2020, un cameriere aveva avvertito i clienti del pericolo di incendiare le protezioni foniche del soffitto (è stato mostrato anche un video).

RTS
RTS

Attualmente, Jacques Moretti (che da ieri si trova in detenzione preventiva) e la moglie Jessica Maric sono accusati di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Tuttavia, potrebbero essere accusati di omicidio con dolo eventuale (si verifica nel caso in cui le persone negligenti, ovvero i gestori, abbiano commesso omissioni tali da non escludere il rischio di incendio e la conseguente messa in pericolo della vita o dell’integrità degli ospiti del locale).

Video promozionale

Nel frattempo è tornato a circolare un video promozionale del locale, successivamente rimosso, pubblicato dalla rivista Weltwoche su Instagram. Non si tratta del primo filmato promozionale del bar a riemergere dopo il disastro. Le immagini mostrano bottiglie di champagne accompagnate da bengala e sigari accesi. In alcune scene, alcune persone tengono persino una stellina scintillante in bocca. Proprio l’uso di fuochi pirotecnici all’interno del locale è tra le ipotesi considerate all’origine dell’incendio di Capodanno.

19 ore fa
L'importanza di quelle immagini e di quei video così criticati
©JEAN-CHRISTOPHE BOTT

Gabriele Balbi, rettore ad interim dell'USI e professore ordinario in media studies all'IMeG, sui filmati girati dai giovani con lo smartphone all'interno del Constellation di Crans-Montana: «Fotografare tragedie e situazioni potenzialmente pericolose non è più solo immortalare il momento, ma è soprattutto condividerlo e in qualche modo “viverlo” attraverso lo schermo». E aggiunge: «Senza gli smartphone avremmo avuto poche immagini della tragedia». Qui l'intervista completa.

21 ore fa
Il Comune di Crans-Montana si scusa, ma ribadisce: «Non si pone la questione delle dimissioni»

Crans-Montana torna al centro delle polemiche dopo le dichiarazioni della vice sindaca Nicole Bonvin Clivaz, intervenuta ai microfoni della RTS per cercare di placare le tensioni seguite alla conferenza stampa del sindaco Nicolas Féraud, criticato per non aver rivolto scuse ufficiali alle vittime della tragedia. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, Bonvin Clivaz ha voluto innanzitutto esprimere «un messaggio di vicinanza alle famiglie che soffrono» e formulare una chiara richiesta di perdono. «Non ci sono scuse per non aver chiesto scusa», ha affermato, riconoscendo che «quando si è sulla linea di fuoco a volte si è maldestri, ma oggi dobbiamo farlo: siamo con le famiglie, siamo con le vittime».

Questione controlli

Sul fronte dei controlli amministrativi, la vice sindaca ha ammesso apertamente le mancanze. «C’è stata una carenza, i controlli non sono stati fatti. Lo ammettiamo e ci prendiamo la responsabilità per questa mancanza», ha dichiarato, precisando tuttavia che sarà l’inchiesta a chiarire in modo definitivo i fatti. «Al momento non abbiamo ancora tutte le risposte», ha aggiunto. Secondo la vice sindaca, l’indagine sarà lunga e complessa. «Ci sono ancora molte cose da scoprire e da dire. In poche ore abbiamo dovuto ricostruire 60 anni di storia», ha spiegato, sottolineando come il Comune abbia recuperato e consegnato tutta la documentazione disponibile, con l’obiettivo di agire «con serietà e trasparenza». 

Nessuna dimissione in vista

Nonostante i 40 morti e l’ammissione sui mancati controlli, per l’esecutivo comunale «al momento non si pone la questione delle dimissioni». Dopo essere stata posta agli arresti domiciliari, anche Jessica Moretti aveva chiesto scusa, ma parole che non hanno alleviato la sofferenza di chi ha perso un figlio nella notte di Capodanno. «Non voglio sapere niente della signora Moretti», ha detto la madre di Riccardo Minghetti, dopo la messa a Roma in memoria delle vittime.

21 ore fa
L'FC Lutry piange sette vittime di Crans-Montana

Fiori e messaggi in onore dei giovani calciatori deceduti nell'incendio di Crans-Montana (VS) sono stati deposti questa mattina allo stadio del FC Lutry. La squadra di calcio vodese piange la scomparsa di sette sui tesserati.

L'Associazione svizzera di football (ASF) ha comunicato ieri che nove giovani calciatori provenienti da tre club regionali della Svizzera romanda hanno perso la vita nel devastante incendio della notte di Capodanno. Diversi altri giocatori sono rimasti feriti nel rogo del bar «Le Constellation».

Sette dei nove giocatori deceduti erano membri dell'FC Lutry. I giovani erano «parte della nostra famiglia», ha scritto la società del comune di quasi 10mila abitanti nella periferia ad est di Losanna sul suo sito web.

un giorno fa
Un minuto di silenzio ad Adelboden prima del Gigante maschile di Coppa del Mondo
©JEAN-CHRISTOPHE BOTT
©JEAN-CHRISTOPHE BOTT

Numerose persone hanno osservato un minuto di silenzio per le vittime dell'incendio di Crans-Montana (VS), questa mattina alle 10.21, prima dell'inizio della prima manche dello slalom gigante maschile della Coppa del Mondo di sci ad Adelboden (BE).

Già ieri, le celebrazioni per l'apertura delle gare di Coppa del Mondo di sci erano state volutamente ridotte al minimo per rispetto dei 40 morti e dei 116 feriti della notte di Capodanno. Gli organizzatori hanno voluto così dare un segno di solidarietà e creare uno spazio di riflessione, come avevano comunicato in precedenza.

Nelle vicinanze delle piste della Coppa del Mondo, nella cappella di Boden, è stato allestito un luogo di silenzio. Le attività commerciali e i ristoranti del villaggio dell'Oberland bernese sono rimasti aperti. Il programma delle gare si svolgerà come previsto nel fine settimana, ma sarà accompagnato da momenti di commemorazione.

© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
un giorno fa
Livigno vieta i giochi pirotecnici nei locali

«Mai più tragedie come quella di Crans-Montana». A Livigno stop a candele, bengala, fontane scintillanti e a qualsiasi altro articolo con fiamme libere all'interno di bar, ristoranti, discoteche, strutture ricettive.

Il sindaco Remo Galli ha firmato un'ordinanza che introduce il divieto nella nota cittadina montana dove, tra meno di un mese, saranno assegnate le medaglie olimpiche di snowboard e freestyle. Lo riportano oggi le pagine locali di Repubblica, Il Giorno e Corriere della Sera.

Per i trasgressori sono state previste multe da 75 a 500 euro. «Abbiamo il dovere di fare il possibile per tutelare turisti, cittadini e giovani», ha spiegato Galli. Disposti anche controlli mirati della Polizia locale.

L'uso dei fuochi artificiali si è molto diffuso nei locali, e non solo durante feste ma anche in cene di compleanno al ristorante.

un giorno fa
Il commento di Don Emanuele di Marco
© KEYSTONE/Alessandro della Valle

Sulla prima edizione di Weekend, il nuovo inserto del sabato del Corriere del Ticino, il commento di Don Emanuele di Marco, responsabile dell’Ufficio istruzione religiosa scolastica: «L'amara lezione di Crans Montana per i ragazzi».

un giorno fa
«Una legge entrata in vigore 86 minuti prima della tragedia potrebbe sollevare Crans-Montana dalle sue responsabilità»
© KEYSTONE/Alessandro della Valle
Il condizionale è d'obbligo, ma il Blick mette sotto la lente una modifica alla Legge sull'edilizia entrata in vigore il 1. gennaio – L'esperto: «Non credo che la clausola di esclusione di responsabilità possa essere applicabile»

«Una legge entrata in vigore 86 minuti prima della tragedia avrebbe potuto proteggere Crans-Montana». Così titola, questa mattina, il Blick. «È una coincidenza inquietante. A mezzanotte di Capodanno – esattamente 86 minuti prima che scoppiasse l'incendio al bar Constellation – il Vallese ha adottato una nuova legge cantonale. Una sola sentenza potrebbe ora esentare il comune di Crans-Montana dal pagamento di milioni di danni». Ma l'esperto frena: «Non credo che la clausola di esclusione di responsabilità possa essere applicabile». Qui l'articolo completo.

un giorno fa
Il centro di produzione di tessuti cellulari a pieno regime per le vittime di Crans-Montana

Il centro di produzione di tessuti cellulari degli ospedali universitari vodesi (CHUV), a Epalinges, non ha mai conosciuto un tale fermento. Il laboratorio è specializzato nella produzione di tessuti per i grandi ustionati. Le richieste si sono impennate con il dramma di Crans-Montana.

«Siamo stati sollecitati molto rapidamente, già da venerdì 2 gennaio», ha spiegato la biologa Stéphanie Droz-Georget, responsabile della produzione al laboratorio. Un pezzo di pelle sano di un paziente ricoverato al CHUV è stato portato per produrre tessuti che poi potranno essergli trapiantati.

Questi tessuti non possono essere chiamati propriamente pelle. «Non hanno pori e non vi sono peli», ha sottolineato la biologa. Ma, siccome vengono creati partendo da cellule delle persone ustionate, non vi sono rischi di rigetto. L'intoppo maggiore che trovano i medici è che a volte il trapianto non riesce.

Il tessuto si presenta sotto forma di lamelle rettangolari traslucide e flessibili, fini come la carta per sigarette. Durante le cure questi «foglietti» vengono appoggiati uno accanto all'altro sul paziente per coprire le zone danneggiate. Una volta effettuato il trapianto, i tessuti rimangono a vita. Il trattamento può essere rinnovato, posando un nuovo strato, dopo qualche anno.

Mobilitazione senza precedenti

Ad oggi, il centro di produzione si è dovuto occupare della pelle proveniente da 11 vittime del terribile incendio di capodanno al bar Constellation. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare altre domande.

Per il laboratorio si tratta di una situazione eccezionale. «In tempi normali, siamo sollecitati fra le 15 e le 25 volte all'anno», ha precisato Droz-Georget. La biologa non nasconde che l'inizio dell'anno è stato difficile da un punto di vista emotivo, ma le squadre del centro si sono mobilitate spontaneamente e hanno risposto presenti.

Il centro del CHUV è l'unico in Europa con una tale taglia. Le sue procedure sono state omologate da Swissmedic, l'autorità di vigilanza sui prodotti terapeutici. Oltre a produrre i sostituti epidermici, ha la capacità di coltivare altre cellule come i condrociti, che compongono le cartilagini.

Il laboratorio di Epalinges, che riceve richieste da tutta Europa, è generalmente utilizzato per persone che hanno subito ustioni su almeno il 40% del corpo. Numerose vittime di Crans-Montana hanno subito ustioni sul 60% del corpo.

un giorno fa
Il punto la mattina del 10 gennaio

Ieri è stata una giornata di lutto nazionale, in Svizzera. A Martigny si è svolta la cerimonia in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana. Mentre l'inchiesta per stabilire le responsabilità prosegue: Jacques Moretti, proprietario insieme alla moglie Jessica del Constellation, è stato posto in detenzione preventiva. La decisione è stata motivata con un potenziale rischio di fuga. «Tenuto conto delle dichiarazioni del signor Moretti, del suo percorso di vita e della sua situazione in Svizzera e all’estero, il Ministero pubblico ha ritenuto che il rischio di fuga fosse concreto. Per quanto riguarda la gerente (Jessica, ndr.), visto il suo percorso e i suoi legami personali, il Ministero pubblico ha ritenuto che una richiesta di misure sostitutive permettesse di ovviare al rischio di fuga».

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