
C'è un particolare che potrebbe penalizzare la consigliera di Stato vodese Jacqueline de Quattro nella sua corsa alla successione di Didier Burkhalter in Consiglio federale.
La 57enne possiede infatti oltre al passaporto elvetico anche quello italiano, un aspetto che secondo taluni potrebbe portare a potenziali conflitti di lealtà nei confronti dello Stato che sarebbe chiamata a rappresentare.
"Immaginiamo se la signora de Quattro dovesse affrontare dei dossier delicati con l'Italia, come quelli sulla libera circolazione, sui frontalieri o sull'imposta alla fonte" evidenzia il consigliere nazionale UDC Peter Keller sul Blick. "Con la sua doppia nazionalità, Jacqueline de Quattro non è eleggibile in Consiglio federale."
In realtà la doppia nazionalità non consente di accedere a posizioni di quadro nell'Esercito, ma per quanto riguarda il Consiglio federale non esistono regole: ogni cittadino svizzero ha il diritto di essere eletto.
In Parlamento, poi, sono numerosi i rappresentanti che hanno due passaporti, come ad esempio il consigliere nazionale socialista Cédric Wermuth (che è anche italiano), la sua collega di partito Rebecca Ruiz (svizzera e spagnola) o il liberale radicale Olivier Français, anche lui interessato alla successione di Burkhalter, ma che di francese non ha solo il cognome. C'è persino un UDC con la doppia nazionalità, il consigliere nazionale Alfred Heer, il quale oltre al passaporto svizzero ha anche quello italiano.
In sé quindi il fatto che Jacqueline de Quattro sia anche italiana non dovrebbe essere un problema. Ma potrebbe tuttavia portare acqua al mulino del candidato ticinese Ignazio Cassis, almeno da destra.
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