
Eliminare gli svantaggi concorrenziali causati dall'IVA alle imprese svizzere rispetto a quelle estere e garantire maggiori entrate alla Confederazione. È quanto si propone la revisione parziale della legge sull'IVA (LIVA) approvata dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S). Il Nazionale aveva già accolto le modifiche legislative. Rispetto al testo uscito dalle deliberazioni alla Camera del popolo, la CET-S propone tuttavia alcune modifiche, indica una nota odierna dei servizi parlamentari, tra cui l'esenzione del canone televisivo dall'Iva. All'unanimità, la CET-S chiede di esentare dall'IVA certe prestazioni sussidiate dallo Stato, come l'impiego di pompieri sulle strade nazionali o la promozione regionale, e fornite dai Comuni. La commissione chiede inoltre - in linea con una sentenza del Tribunale federale emessa nel marzo 2015 - di escludere dal pagamento dell'Iva il futuro canone radiotelevisivo. Con 7 voti a 5 la CET-S vuole rendere possibile l’iscrizione retroattiva per l’IVA. In tal modo, precisa il comunicato, si eviteranno oneri fiscali ingiustificati. Per 10 voti a 3, la CET-S vuole inoltre che la sospensione della prescrizione non incominci in concomitanza con l'apertura di un procedimento penale, come proposto dal Consiglio federale ma, conformemente al diritto vigente, al momento in cui si annuncia il procedimento al debitore La commissione non vuole inoltre innalzare il termine assoluto di prescrizione da 10 a 15 anni. Il Nazionale si era già pronunciato per questa soluzione. Una delle principali novità della revisione riguarda l'assoggettamento delle imprese estere attive in Svizzera quando il loro fatturato annuo mondiale - e non più solo quello realizzato su territorio elvetico - supera i 100'000 franchi. Questa misura, già integrata nell'ordinanza sull'IVA, dovrebbe portare maggiori entrate per 40 milioni di franchi all'anno. La distorsione della concorrenza provocata dalla legislazione attuale era stata evidenziata in una mozione presentata nel 2013 dal consigliere nazionale ticinese Ignazio Cassis (PLR). Un'altra novità interessa chi acquista online articoli all'estero. I rivenditori stranieri che operano su internet e realizzano un giro d'affari di oltre 100'000 franchi dovranno anch'essi pagare l'IVA per la merce da spedire in Svizzera. Le edizioni online di giornali e riviste saranno invece assoggettate a un'aliquota ridotta del 2,5%, come avviene per le edizioni cartacee. Il testo reintroduce anche l'imposizione dei margini sulle opere d'arte, ossia la differenza tra il prezzo di acquisto e di cessione. Questa misura - che dovrebbe garantire maggiori entrate per 30 milioni di franchi - vuole impedire che in caso di rivendita degli oggetti vengano dedotte imposte fittizie mai confluite nelle casse federali.
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