
La presenza di collaboratori italofoni in seno all'amministrazione federale marcia sostanzialmente sul posto. Lo indica il rapporto approvato oggi dal Consiglio federale sulla gestione del personale per l'anno 2012. Stando al documento, la presenza di personale italofono era a fine 2012 del 6,7% (una percentuale rimasta pressoché invariata dal 2008). Tale valore si situa nella parte bassa della forchetta indicata dal Consiglio federale: 6,5%-8,5%. Anche se a livello generale la presenza di italofoni si avvicina gli obiettivi del Governo, le cose cambiano radicalmente se si considerano i singoli dipartimenti. A parte la Cancelleria federale e il Dipartimento federale delle finanze (DFF), con percentuali rispettivamente del 19,5% e del 10,7%, negli altri dipartimenti la presenta italofona è inferiore ai valori di riferimento: si va da un misero 3,6% del Dipartimento federale dell'economia al 6,7% al Dipartimento federale dell'interno. Negli altri Dipartimenti le percentuali sono inferiori agli obiettivi del Governo. Le alte percentuali della Cancelleria federale e del DFF si spiegano con la forte presenza di italofoni nei servizi linguistici (traduttori) e con l'importante effettivo di doganieri impiegato a Sud delle Alpi. ATS
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