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Svizzera
Italiani sfruttano italiani a St. Moritz
Italiani sfruttano italiani a St. Moritz
Italiani sfruttano italiani a St. Moritz
Redazione
11 anni fa
Unia denuncia il caso di una donna impiegata in una boutique di lusso. "Salario dimezzato o licenziamento"

"Gli imprenditori che fanno dumping salariale sono tutti italiani. Non la maggior parte, tutti."

Lo affermava un paio di mesi fa il responsabile dei frontalieri per il sindacato italiano UIL, il comasco Roberto Cattaneo.

E oggi, sempre da Como, giunge l'ennesima conferma di quanto asserito da Cattaneo.

Da Como, o meglio dal quotidiano La Provincia di Como, che pubblica la vicenda di una donna impiegata in una boutique di St. Moritz.

"O accetti il dimezzamento della paga o ti licenziamo" è quanto si sarebbe sentita dire la donna, di circa cinquant'anni, dal suo datore di lavoro, un imprenditore lombardo.

La donna, scrive La Provincia di Como basandosi su una denuncia del sindacato UNIA, percepiva fino a poco fa uno stipendio di oltre 5'000 franchi al mese. Ma a fine estate il suo datore di lavoro le ha spiegato che la boutique era in crisi: "O si accontenta di 2'400 franchi lordi al mese, oppure se ne può tornare in Italia, dove quei soldi non li troverà facilmente" le ha detto l'uomo.

La donna, che vanta 38 anni di esperienza lavorativa, ha ovviamente rifiutato. E da allora, secondo UNIA, è stata vittima di tutta una serie di dispetti sconfinanti nel mobbing.

Dispetti che sono proseguiti anche una volta conclusosi il periodo di disdetta, dato che ad esempio il datore di lavoro non ha voluto consegnarle i documenti necessari per percepire la disoccupazione.

Ora i dispetti sono finiti e al posto della donna nella boutique lavora un giovane, anche lui italiano.

Lei si ritrova invece senza lavoro, a più di 50 anni d'età. Non sarà facile ripartire.

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