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Italia: verso le riaperture del 26
Redazione
5 anni fa

In Italia è partito il conto alla rovescia verso le riaperture del 26 aprile annunciate dal premier italiano Mario Draghi, con l’incognita del pass per gli spostamenti tra regioni e l’accesso ad eventi.

Sul tema lunedì si confronterà il Comitato tecnico-scientifico (Cts); tra le ipotesi in campo c’è quella di un’app con un codice Qr sul modello di quella israeliana e quella cui sta lavorando anche l’Unione Europea, ma ci vorrà del tempo per attivarla; dal 26 potrebbe così bastare una certificazione che dimostri una delle 3 condizioni richieste: vaccinazione, test negativo, guarigione.

Nelle ultime 24 ore: 310 vittime, 15mila contagi

Sarà il Consiglio dei ministri tra martedì e mercoledì prossimo a varare un decreto con le nuove regole ed il ritorno delle zone gialle. Intanto, oggi si registrano altre 310 vittime (in calo) e 15mila nuovi contagiati, stabile al 4,6% il tasso di positività. Continuano a calare terapie intensive (-26) e ricoverati (- 643). E non si arrestano le polemiche, con il leader della Lega Matteo Salvini che chiede di anticipare le riaperture al chiuso e cancellare il coprifuoco delle 22 e Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) che parla di «passi indietro», mentre a piazza del Popolo a Roma mille lavoratori dello spettacolo sono stati protagonisti di un flashmob con i bauli ed a Cagliari sono scese in piazza 500 persone al grido «siamo stanchi di non lavorare».

Un pass per spostarsi

Il pass dovrebbe servire a spostarsi tra regioni di colore diverso e ad andare allo stadio, a concerti o altri eventi. Sulle esatte condizioni da rispettare (vaccinazione, guarigione, tampone negativo, ad esempio 48 ore prima prima dello spostamento) si pronuncerà il Cts cui il Governo ha chiesto un parere. Si passerà poi alla realizzazione tecnica, che non si annuncia breve, ma l’intenzione è di procedere in linea con l’app europea che dovrebbe diventare pienamente operativa a luglio. Potrebbe trattarsi di un codice Qr da esibire sul cellulare o da stampare e dovrà essere superato il vaglio del Garante della Privacy.

Rispetto al precedente dell’app Immuni, che non è decollata, a favorire la diffusione della certificazione tra gli italiani sarà l’interesse ad averla per poter viaggiare o assistere agli eventi.

Aperture che dovranno avvenire con il rispetto delle norme anti-Covid

Il via libera a tutta una serie di attività all’aperto dal 26 definito da Draghi «un rischio ragionato» dovrà avvenire con rispetto scrupoloso delle prescrizioni su distanze, spazi, dispositivi. Un’indicazione che le autorità italiane trasmetteranno alle forze dell’ordine, incaricate dei controlli. A marzo sono state controllate 3 milioni 170 mila persone: 50mila sono state sanzionate, un tasso di trasgressione basso, dunque, all’1,6%.

I termini delle prossime riaperture

Il decreto che il Governo si prepara a licenziare fisserà i termini delle riaperture: dal 26 aprile in zona gialla sarà possibile mangiare solo nei locali che hanno tavoli all’aperto e dal primo giugno anche in quelli al chiuso, ma solo a pranzo. Nella stessa data via libera sempre all’aperto a teatri, cinema e spettacoli mentre i musei saranno accessibili anche al chiuso così come piscine e palestre.

Pensieri contrastanti

«Credo - ha detto la ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini - che ci aspetti un’estate da trascorrere in tranquillità e dunque possiamo prenotare le vacanze, ce lo auguriamo tutti, rigorosamente in Italia per aiutare la nostra economia, ma non è un liberi tutti, bisogna mettere in campo tutte le cautele». Gli ‘aperturisti’ nella maggioranza di governo spingono invece per un’ulteriore accelerazione. «Continuare con il coprifuoco è uno sfregio alla libertà individuale», secondo Giorgia Meloni, rappresentante di punta dell’opposizione che si è detta critica anche sulle riaperture dei ristoranti solo al chiuso: «una follia totale, altro che cambio di passo».

Folle nelle città

Aspettando il 26, è folla nelle strade, dal lungomare di Ostia alle vie dei centri storici di Roma a Torino, dove nel primo sabato arancione la gente si è messa in fila fuori dai negozi. Qualche centinaio di persone, per la maggior parte senza mascherina, si sono radunate nel pomeriggio in piazza Duomo a Milano per una manifestazione No Vax.

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