
Si è aperta stamane a Torino l'udienza preliminare del processo per le vittime dell'Eternit. Dal 1952 ad oggi sono oltre 2.000 le vittime. Le parti lese sono al momento 2.889, ma potrebbero - considerando tutti gli eredi - arrivare fino a 5.700. Due gli indagati, che però oggi non sono presenti al processo: il barone belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier e lo svizzero Stephan Schmidheiny. "Speriamo che sia un processo come tutti gli altri, sereno ed equilibrati, che non si lasci condizionare dagli striscioni": così hanno dichiarato Astolfo Di Amato e Guido Carlo Alleva, legali di Schmidheiny. Per questo processo sono state allestite tre maxi aule che possono contenere fino a 1.200 persone provenienti da tutte le aree dove l'Eternit aveva stabilimenti, Casale Monferrato e Cavagnolo in Piemonte, EmiliaRomagna, e Bagnoli in Campania. Molti gli striscioni che sono stati srotolati di fronte al tribunale tra cui uno con la scritta 'Via l'amiantò, un altro con la scritta 'Giustizià e, quello dell'associazione famigliari delle vittime che recita 'Eternit: fermiamo la stragè. "Sarà un processo giusto, per tutti, per le vittime e per gli imputati". Ad affermarlo è il procuratore aggiunto torinese Raffaele Guariniello titolare della maxi inchiesta sui morti della Eternit, poco prima dell'inizio dell'udienza preliminare. Secondo Guariniello la giornata di oggi "è solo l'inizio, io guardo sempre avanti e mai indietro". A proposito dei risarcimenti il magistrato ha sottolineato che "uno dei risultati fondamentali a cui abbiamo sempre pensato è che, al di là delle responsabilità penali, ci sia un risarcimento per le vittime e le loro famiglie". "Però - ha concluso - non bisogna dimenticare che il processo penale ha un altro obiettivo, che non è quello del risarcimento, ma di accertare le responsabilità penali". ATS
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