
L’odierna assemblea generale di Credit Suisse è stata teatro di un’azione di protesta da parte degli attivisti di Greenpeace, si sono dapprima presentati all’entrata dell’edificio con un pezzo di tubo, a simboleggiare l’oleodotto attualmente in costruzione negli USA che attraversa le terre ancestrali della tribù indiana dei Dakota.
In seguito, sopra il palco sul quale si trovava il CEO di Credit Suisse Tidjane Thiam, è stato srotolato uno striscione giallo con la scritta "Stop dirty pipeline deals". Il messaggio, ha spiegato Greenpeace, è chiaro: "la banca deve rispettare i diritti delle popolazioni indigene e fermare l’afflusso di capitali verso le aziende che stanno violando il territorio Dakota”.
La polizia ha fermato cinque persone, secondo quanto indicato da Greenpeace.
La vicenda ha suscitato interrogativi - anche presso gli stessi azionisti - riguardo al dispositivo di sicurezza presente all'Hallenstadion.
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