
L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha rilevato irregolarità nelle fatture emesse nell’ambito dell’assicurazione malattia complementare: mancano di trasparenza e spesso l’importo è eccessivamente elevato o ingiustificato. Gli assicuratori dovranno adottare un sistema di controllo più efficace, in caso contrario la FINMA non approverà altri prodotti in questo settore.
Nel corso di quest’anno la FINMA ha svolto controlli presso vari assicuratori che incassano oltre il 50% del volume totale dei premi con assicurazioni per il reparto semiprivato e privato. In molti casi i contratti stipulati con medici e ospedali non presentano la necessaria trasparenza dei costi, precisa un comunicato. Il rischio è che i fornitori di prestazioni fatturino somme eccessive alle assicurazioni, che a loro volta lo ripercuotono sui premi dei clienti.
In numerosi casi - spiega l’autorità di vigilanza - non è possibile determinare quali siano le prestazioni fatturate all’assicurazione complementare e quelle pagate dall’assicurazione di base e le stesse cure possono quindi essere messe in conto due volte. Molti contratti per un’assicurazione semiprivata o privata inoltre prevedono onorari più elevati, indipendentemente dal medico che pratica le prestazioni.
In casi in cui il contratto offre la libera scelta del medico sono stati messi in conto sia gli onorari dei medici designati dai pazienti sia quelli di altro personale medico: durante i controlli la FINMA ha rilevato fino una quarantina di onorari medici per un solo paziente senza alcuna giustificazione. Inoltre per gli stessi trattamenti i costi variano notevolmente a seconda del medico e dell’ospedale. Per la posa di protesi all’anca, ad esempio, sono stati fatturati costi supplementari da 1’500 a 25’000 franchi, oltre ai 16’000 franchi a carico dell’assicurazione di base.
Inoltre “vi sono indizi di sistematici gonfiamenti dei costi per vitto e alloggio durante le degenze”, afferma la FINMA citando l’esempio di un ospedale che ha valutato a 200 franchi al giorno le spese in semiprivata, ma ne ha fatturati 350. Allo stato attuale non è possibile quantificare l’ordine di grandezza delle prestazioni fatturate in eccesso, ma FINMA stima che si tratti di una somma consistente che non dovrebbe gravare sui pagatori dei premi, precisa ancora la nota. L’autorità di vigilanza chiede quindi agli assicuratori di far sì che i fornitori di prestazioni emettano fatture trasparenti e comprensibili e di rimborsare solo le prestazioni realmente effettuate e giustificabili in termini di costi.
La FINMA continuerà a vigilare sui conteggi, il sistema di controllo e la trasparenza e concederà autorizzazioni per nuovi prodotti solo se saranno soddisfatte queste condizioni. Intende inoltre approfondire la questione dell’entità degli addebiti in eccesso e la misura in cui incidono sulle tariffe.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

