
Manifestazioni di protesta sono state organizzate oggi in varie parti del mondo per denunciare la violazione dei diritti umani in Iran e sostenere l'opposizione in lotta contro il regime del presidente Mahmud Ahmadinejad dopo le recenti e contestate elezioni. In Europa, sit-in si sono svolti in numerose capitali. La partecipazione maggiore si registra in Svezia dove vive una comunità iraniana di circa 80'000 persone e dove alcune migliaia di persone si sono radunate a Stoccolma, Malmoe e Goteborg. Raduni anche ad Amsterdam (un migliaio a denunciare "la politica di repressione di Teheran"), dove in piazza c'era pure l'avvocatessa iraniana e Premio Nobel per la pace Shirin Ebadi; a Londra, dove un altro migliaio di manifestanti si è presentato con le bandiere verdi dell'opposizione iraniana; a Berlino con circa 400 dimostranti in piazza. A Ginevra, sulla Place des Nations davanti alla sede delle Nazioni Unite, si sono riunite 250 persone, alcune delle quali hanno gridato slogan quali "Ahmadinejad vergognati!". A Losanna i manifestanti sono stati una ventina. "Chiediamo la liberazione di tutti i giornalisti e di tutte le persone arrestate per le loro idee politiche, oltre che il rispetto della democrazia e la libertà di scegliere il proprio presidente", ha dichiarato all'ATS Hassan Bayat, membro del Comitato svizzero a sostegno della democrazia in Iran. La mobilitazione ha raggiunto anche gli altri continenti. A Tokyo decine di manifestanti sono andati in corteo con cartelli che affermavano "Ahmadinejad non è il presidente dell'Iran". A Melbourne una cinquantina di iraniani sono arrivati davanti al Parlamento australiano scandendo: "L'elezione del presidente in Iran è stata una truffa". Da citare anche un gruppetto di manifestanti del Kirghizistan, che sono stati arrestati dalla polizia davanti all'ambasciata iraniana di Bichkek. ATS
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