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Iran: manifestazioni contrapposte, possibile riconta voti
Redazione
17 anni fa

Gli oppositori del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad sono tornati oggi in piazza a Teheran per una grande manifestazione, nonostante i divieti delle autorità, dopo quella gigantesca di ieri che aveva radunato centinaia di migliaia di persone e si era conclusa con l'uccisione di sette manifestanti. Contemporaneamente i sostenitori di Ahmadinejad si riunivano in una piazza distante una decina di chilometri per un raduno promosso dal governo. Intanto la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, citato dalla televisione di Stato, si è detto favorevole ad una riconta parziale dei voti, ma solo se necessario. Lo stesso ha detto il Consiglio dei Guardiani, incaricato di sovrintendere alla regolarità delle elezioni, al quale il candidato moderato Mir Hossein Mussavi, sostenuto da molti riformisti, aveva chiesto di annullare il risultato del voto. Continuano nel frattempo gli arresti di dirigenti del movimento riformista. La televisione iraniana in lingua inglese PressTv ha detto che a finire in manette sono stati la scorsa notte Mohammad Ali Abtahi, già stretto collaboratore dell'ex presidente Mohammad Khatami, e Said Hajjarian, ex viceministro dell'intelligence, che è semiparalizzato in seguito ad un attentato subito dieci anni fa. Secondo l'emittente, i due sono accusati di essere gli organizzatori dei disordini avvenuti a Teheran. L'attuale ministro dell'intelligence, Gholamali Mohseni-Ejei, ha annunciato che sono 26 i "principali elementi dietro agli incidenti di Teheran" che sono stati arrestati. Manifestazioni e incidenti avvenuti negli ultimi giorni sono segnalati in altre città del paese, tra le quali Shiraz e Tabriz. Il presidente Ahmadinejad, che ieri aveva rinviato la sua partenza, ha partecipato oggi ad un vertice del Gruppo di Shanghai in Russia, dove non ha fatto cenno alla situazione interna, ma ha parlato della crisi mondiale e ha attaccato l'imperialismo e il capitalismo. I messaggi sms continuano ad essere bloccati a Teheran e da oggi pomeriggio per diverse ore sono state interrotte anche le comunicazioni via voce dai telefoni cellulari, mentre le telefonate internazionali sono diventate molto difficoltose. Anche l'accesso a internet è quasi impossibile in certi momenti della giornata. Il governo ha inoltre avvertito oggi i giornalisti stranieri che è loro vietato coprire avvenimenti non ufficiali, in particolare i raduni "che non hanno l'autorizzazione del ministero dell'interno". Prima di tutto, dunque, le manifestazioni dei sostenitori di Mussavi. Un nuovo raduno dei seguaci dell'ex candidato era previsto oggi a partire da Piazza Vali Asr, nel centro della capitale, ma quando i sostenitori di Ahmadinejad hanno annunciato una manifestazione nello stesso luogo, Mussavi ha detto che l'iniziativa era annullata allo scopo di "non mettere in pericolo vite umane", esprimendo così il timore di gravi scontri. Poi, all'improvviso, la manifestazione degli oppositori si è materializzata a metà pomeriggio nel nord della città, una decina di chilometri da quella governativa. E ciò nonostante la grande difficoltà nelle comunicazioni. Quella in favore di Mussavi, ha detto PressTv, è stata una manifestazione "enorme" e "pacifica", che da Piazza Vanak ha raggiunto Piazza Tajrish, qualche chilometro più a nord, percorrendo il Viale Vali Asr. Oggi, intanto, il presidente del Parlamento Ali Larijani, un conservatore di cui sono noti i difficili rapporti con Ahmadinejad, ha attaccato il ministero dell'interno, affermando che esso "è responsabile e deve rispondere" di violenti attacchi contro gli studenti. Alcuni siti studenteschi avevano riferito di un attacco di uomini in borghese, forse appartenenti alle milizie islamiche dei Basiji, contro il principale dormitorio dell'Università di Teheran nella notte tra domenica e lunedì, e avevano affermato che vi erano state vittime. Oggi alcuni rappresentanti diplomatici di paesi dell'Unione europea sono stati convocati al ministero dell'interno per ricevere la protesta ufficiale dell'Iran per le re

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