Cerca e trova immobili
Immobiliare
Ipoteche stabili in Svizzera: tassi fermi dopo la mossa della BNS
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
un anno fa
La BNS conferma il tasso guida allo 0% grazie all’inflazione sotto controllo. Ipoteche stabili, con lieve preferenza per le durate medie, mentre le decennali restano le più richieste.

La Banca nazionale svizzera (BNS) ha concluso a settembre il ciclo di riduzione dei tassi avviato nel marzo 2024, confermando il tasso guida allo 0%. La decisione è stata presa alla luce del rallentamento dell’inflazione, che ad agosto si è attestata allo 0,2% rispetto all’anno precedente, pienamente dentro la fascia obiettivo tra 0 e 2%. Il calo dei prezzi dell’energia e la forza del franco hanno contribuito ad alleggerire la pressione sui prezzi delle importazioni. "Gli attori del mercato si aspettavano la conferma del tasso guida, per questo non si sono registrati grandi scostamenti sui tassi ipotecari", spiega Dirk Renkert, esperto finanziario di Comparis.

Mercato ipotecario svizzero

Il mercato ipotecario svizzero, infatti, è rimasto stabile: le ipoteche a tasso fisso di dieci anni hanno oscillato tra l’1,3% e l’1,8%, quelle a cinque anni tra l’1% e l’1,5%. Le soluzioni legate al Saron si sono confermate le più convenienti, con tassi compresi tra lo 0,7% e l’1,2%. Al 30 settembre, il tasso indicativo per un’ipoteca decennale si attestava all’1,68%, in leggero calo rispetto a giugno, mentre quello quinquennale restava fermo all’1,39%. Secondo Comparis, nelle scelte dei mutuatari si nota un lieve spostamento verso le durate medie, considerate più sicure in un contesto incerto. Le ipoteche decennali rimangono comunque le più richieste, rappresentando circa il 43% delle stipulazioni. "Le condizioni attuali offrono stabilità senza particolari margini di ulteriore calo", conclude Renkert, sottolineando come la fase di tassi estremamente bassi possa ormai dirsi consolidata.

BCE

Anche sul fronte internazionale le decisioni delle banche centrali hanno avuto un impatto contenuto. La BCE ha mantenuto il suo tasso guida al 2%, con un’inflazione esattamente al target. Più prudente la Federal Reserve, che ha ridotto i tassi di 0,25 punti al 4–4,25% a causa del peggioramento del mercato del lavoro, pur con un’inflazione ancora elevata al 2,9%.