
Spedire lettere costerà di più in futuro. Lo ha dichiarato la direttrice della Posta Susanne Ruoff in un'intervista pubblicata oggi da diversi quotidiani. Per il 2013 non sono tuttavia previsti aumenti. Negli ultimi otto anni il gigante giallo non ha mai realizzato utili inferiori ai 700 milioni di franchi, in tre occasioni (2007, 2010 e 2011) hanno superato i 900 milioni. "Bisogna prepararsi ad un aumenti delle tariffe in futuro", ha dichiarato Ruoff, senza fornire cifre concrete. Il prezzo di 1 franco per l'invio di una lettera con affrancatura A da parte di un privato non basta a coprire i costi, ha spiegato la direttrice della Posta facendo l'esempio di una busta imbucata alle 18:00 nelle Centovalli che il giorno dopo arriva a Ginevra. Per Ruoff, l'incremento dei prezzi è necessario dal momento che vengono spedite sempre meno lettere. Ogni anno il volume degli invii diminuisce infatti del 2%, ha affermato in un'intervista pubblicata dai quotidiani "Nordwestschweiz", "Le Temps" e "Corriere del Ticino". "I giovani scrivono sempre più raramente lettere, preferendo l'e-mail o Facebook, oppure consegnano i regali personalmente", ha sottolineato. La Posta deve reagire a questa evoluzione, ha aggiunto Ruoff, sottolineando tuttavia di non credere alla scomparsa in futuro della classica lettera quale mezzo di comunicazione. La Posta ritiene infatti di non aver perso il treno dell'evoluzione digitale, ha spiegato Ruoff facendo l'esempio dell'introduzione del francobollo elettronico che si stampa da casa. "Uno studio condotto recentemente ha evidenziato che una lettera cartacea ha un impatto più grande rispetto a una e-mail". Non bisogna però dimenticare che negli scorsi 10 anni le operazioni allo sportello postale sono calate del 20% per i pagamenti, del 50% per le lettere e del 47% per i pacchi. Il volume di questi ultimi invii è però destinato ad aumentare in futuro con lo sviluppo dell'e-commerce (acquisti su internet, ndr), ha spiegato Ruoff. ATS
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