
Fa già discutere il Messaggio concernente il Programma di sviluppo strategico PROSTRA 2023 presentato oggi dal Consiglio federale. Secondo l’Associazione traffico e ambiente (ATA) e i suoi alleati, il progetto, che prevede due grandi programmi d'investimento nelle infrastrutture di trasporto per complessivi 13,2 miliardi di franchi, “si contrappone totalmente agli sforzi per raggiungere gli obiettivi climatici”. I piani di ampliamento pianificati “sono sovradimensionati e inadatti a risolvere i problemi viari esistenti”. Come si è sempre visto in passato “più strade portano più traffico”.
“Il risultato? Un aumento delle ore in colonna”
Ogni ampliamento autostradale, si legge in un comunicato di ATA, “comporta un aumento del volume di traffico”. Velocemente si formano nuovi ingorghi e si torna a chiedere nuove strade. Il risultato “è un aumento delle ore in colonna, degli inquinanti atmosferici, del rumore e del CO2”. Al contempo “si perde prezioso terreno agricolo e di biotopi”. Nonostante ciò, il Consiglio federale “intende costruire nuove tratte potenziando la rete delle strade nazionali”, denuncia Ruedi Blumer, presidente dell’ATA. Il Governo “non sta risolvendo nessun problema viario, ma sta addirittura pianificando dei progetti che sono osteggiati dai Comuni e dalle Città interessate. Sono necessarie delle misure risolutive per diminuire e trasferire il traffico”.
Le proposte
Secondo l’ATA, si dovrebbero perseguire altre strategie: il passaggio ai trasporti pubblici, la riduzione della velocità e di conseguenza del rumore, l’uso del ‘carpooling’, il supporto al lavoro da casa e lo sviluppo dell’infrastruttura ciclabile “permettono di orientare le abitudini legate alla mobilità e riducono il volume del traffico, il rischio di ingorghi e incidenti, così come l'inquinamento dell’ambiente”. Il potenziamento delle strade “è la via sbagliata in termini di politica dei trasporti, pianificazione territoriale e strategia ambientale e climatica”. I progetti “mancano l’obiettivo e sono in contraddizione con gli impegni climatici della Svizzera”.
L’auspicio
L’ATA si augura che le Camere federali correggano e riducano questo “esagerato” programma di costruzione di strade. In questa forma la lista di progetti previsti “è inaccettabile”. A queste condizioni, l’Associazione e i suoi alleati faranno tutti gli sforzi necessari per fermare questo pacchetto di ampliamento stradale “sovradimensionato e ostile al clima”. L’alleanza per il lancio di un eventuale referendum si sta infatti costituendo in questi giorni. Oltre all'ATA, ne fanno parte associazioni nazionali quali Umverkehr e Medici per l'ambiente, e regionali, come i Cittadini per il territorio e il Gruppo No alla terza corsia A2.
Scettici anche i Verdi
Spostandoci sul piano politico, anche i Verdi respingono l'intero progetto di sviluppo stradale presentato dal Consiglio federale e pensa inoltre di sostenere il referendum. La Svizzera “non ha raggiunto il suo obiettivo climatico per il 2020 soprattutto a causa del traffico”, scrive il partito ecologista in un comunicato. Mentre le emissioni “sono diminuite in modo significativo nel patrimonio abitativo, rimangono pressoché costanti nei trasporti”.
Piani “fuori luogo”
I piani del Consiglio federale paiono quindi fuori luogo ai Verdi, poiché le nuove strade “generano più traffico, con veicoli sempre più grandi e pesanti”. Sono quindi necessari investimenti “in infrastrutture rispettose del clima che promuovano sia il trasporto pubblico salvaspazio sia la mobilità ciclabile e pedonale, che fa bene all'ambiente e alla salute”. Inoltre, “le strade distruggono gli habitat naturali e contribuiscono alla perdita di biodiversità, che in Svizzera è già sotto pressione”. Per tutti questi motivi i Verdi chiedono al Governo di adeguare la sua strategia dei trasporti alla situazione attuale e di allinearla agli obiettivi climatici e ambientali.

