
L'ex ministro della difesa kosovaro Azem Syla non ha truffato le assicurazioni sociali svizzere. È la conclusione a cui è giunta la procura solettese, che in una nota odierna afferma che le accuse nei suoi confronti non hanno trovato fondamento.
L'uomo era oggetto di un procedimento penale dal 2012 poiché malgrado diverse perizie mediche ne attestassero l'invalidità psichica al 100% e fosse al beneficio di prestazioni complementari a Soletta era attivo politicamente in Kosovo. Ora è arrivata l'archiviazione. Syla, oggi 63enne, nel 1995 aveva ottenuto l'asilo in Svizzera assieme alla moglie e ai tre figli. Formalmente ha continuato a risiedere nel canton Soletta dove ha usufruito dell'aiuto sociale. Per ragioni psichiche è stato giudicato invalido al 100%. Non avendo versato contributi, non ha beneficiato dell'assicurazione invalidità (AI) ma di prestazioni complementari. Da quando ha vissuto nella Confederazione, non è mai stato professionalmente attivo: tra il 2002 e il 2011 gli sono stati versati circa 480'000 franchi. Gli aiuti sono stati bloccati nel 2011, dopo che la Cassa di compensazione cantonale ha appreso, dai media, che egli era politicamente attivo in Kosovo, dove nel dicembre 2010 è stato eletto in parlamento. Il suo handicap non gli ha impedito di concludere una formazione universitaria in un ateneo americano, di cui seguiva le lezioni a distanza, ottenendo un master e un dottorato. Soletta ha deciso di revocare il permesso di soggiorno, divenuto caduco a causa dei suoi frequenti soggiorni all'estero. La decisione è stata confermata dal Tribunale federale nel 2012. La procura solettese si occupava intanto dei possibili risvolti penali della vicenda. Nel corso delle indagini sono stati visionati diversi documenti e atti, è stata perquisita l'abitazione di Syla e sono state interrogate diverse persone, indica oggi il ministero pubblico. È stata inoltre analizzata la sua situazione finanziaria sia in Svizzera che in Kosovo e non è stata rilevata nessuna irregolarità nel periodo in esame, ossia tra il 2002 e il 2011. In particolare non sono stati individuati altri flussi di denaro oltre a quelli versati dalle assicurazioni sociali elvetiche. Il fatto che i suoi figli abbiano cominciato ad aiutarlo finanziariamente dopo che Soletta gli ha ritirato il permesso di soggiorno gioca a favore della tesi di Syla, che non possiede un patrimonio nascosto, rileva ancora il ministero pubblico. A un membro della sua famiglia è intestata una piccola casa in Kosovo, ma questa non è mai appartenuta all'ex ministro o a sua moglie. Syla non può nemmeno essere accusato di aver ingannato le autorità solettesi in relazione al suo stato di salute. Diverse perizie mediche indipendenti hanno attestato gravi problemi nel periodo giuridicamente rilevante che non gli consentivano di lavorare. L'incarico di ministro della difesa è stato inoltre svolto per soli dieci mesi, tre anni prima del periodo considerato, prosegue il ministero pubblico, prima di concludere affermando che "varie altre funzioni da lui ricoperte in seguito gli sono state offerte probabilmente a causa della sua popolarità e non hanno generato stress da lavoro". Syla è stato ai vertici dell'Esercito di liberazione del Kosovo (UCK). Un ex membro dei servizi segreti lo accusa di aver ordinato, dopo la fine della guerra nel 1999, l'esecuzione capitale di potenziali rivali. È stato ministro della difesa del Kosovo nel governo di transizione tra aprile 1999 e febbraio 2000, dopo il ritiro delle forze di sicurezza serbe.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

