
Secondo Interpharma la politica dovrebbe fare di più per il settore farmaceutico. È quanto ha dichiarato René Buholzer, direttore dell'associazione di categoria, durante la conferenza stampa dello scorso 11 gennaio, riporta Watson. L'affermazione arriva nel momento in cui ci sono indici di una perdita di attrattività della Svizzera nel settore, riporta la stessa testata: Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio hanno sviluppato le loro strategie farmaceutiche per attirare le varie aziende. Inoltre, diverse aziende come Johnson&Johnson o DePuy Synthes starebbero pensando di ridurre il loro organico, o addirittura lasciare la Svizzera.
Le richieste
Buholzer si dice scettico quanto alla volontà di intervenire a sostegno della farmaceutica da parte dei Consiglieri Federali competenti, il ministro all'economia Guy Parmelin e Elisabeth Baume-Schneider, responsabile per la sanità: "non comprendiamo perché il Consiglio Federale non veda la necessità di agire considerati gli sviluppi attuali". Il riferimento è a quattro anni fa, quando un'interpellanza del Consiglio agli Stadi PLR Schmid, che domandava la creazione di un consiglio che potesse indirizzare il governo sul futuro del settore, è stata rifiutata.
Secondo Interpharma, inoltre, bisogna intervenire all'interno del sistema sanitario svizzero. Ad oggi, si afferma, passano in media 300 giorni tra l'autorizzazione di un farmaco da parte di Swissmedic e la sua iscrizione sulla lista dei farmaci rimborsabili dalle casse malati. Si chiede che i farmaci vengano rimborsati a partire dal momento in cui Swissmedic autorizza la loro messa sul mercato, così da poter condurre le negoziazioni sul prezzo in parallelo.

