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Svizzera
Internamenti amministrativi, verso riabilitazione vittime
Redazione
12 anni fa

Le persone che sono state incarcerate o internate abusivamente in istituti su decisione delle attività amministrative dovrebbero essere riabilitate. Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha approvato oggi tacitamente l'istituzione di una nuova legge ad hoc che chiede uno studio scientifico del fenomeno, appianando l'ultima divergenza con la Camera dei cantoni. L'oggetto è pronto per le votazioni finali. Ieri gli Stati avevano deciso di cancellare l'articolo che prevede un termine di protezione dei dossier di 80 anni. Secondo i "senatori", le leggi attuali sull'archiviazione, che prevedono termini più brevi, sono ampiamente sufficienti. Oggi il Nazionale si è allineato a questa proposta. Fino al 1981, in Svizzera le autorità tutorie hanno collocato molte persone - in gran parte giovani - in diversi penitenziari e istituti educativi a causa dello loro "condotta dissoluta", "sregolatezza", "alcoolismo" o per motivi analoghi. Questo avveniva semplicemente attraverso un atto amministrativo, senza una procedura giudiziaria e senza che gli interessati potessero chiedere a un giudice il riesame delle misure educative. Come conseguenza diversi individui vennero emarginati, discriminati e stigmatizzati a vita per essere stati in carcere: tutto questo senza peraltro aver mai commesso alcun reato. L'autore dell'iniziativa parlamentare all'origine della legge è il "senatore" Paul Rechsteiner (PS/SG). Oltre a riconoscere il danno, la nuova "Legge federale sulla riabilitazione delle persone internate sulla base di una decisione amministrativa" chiede al governo di istituire una commissione di esperti indipendente che provveda alla "rielaborazione scientifica" di quanto accaduto. I risultati dovranno poi essere pubblicati. Altra dispositivo previsto dalla legge: la consultazione gratuita, per le persone coinvolte e i loro famigliari, degli atti che li riguardano. Uno specifico articolo esclude comunque ogni pretesa finanziaria da parte delle vittime. L'assenza oggi di un risarcimento, non impedisce di introdurlo in un secondo tempo, ha spiegato ieri Simonetta Sommaruga. Questo dovrebbe essere a carico di Cantoni, Comuni, Chiese e istituzioni private. Un risarcimento statale è stato volutamente scartato per evitare il fallimento del progetto, ha ammesso lo stesso Rechsteiner.

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