
Dalla sessione autunnale i parlamentari avranno a disposizione un assistente IA, di intelligenza artificiale, sviluppato appositamente per i membri dell'Assemblea federale. Lo ha reso noto oggi la Delegazione amministrativa, precisando di aver approvato la fase pilota della durata di un anno.
Il parlamento ha introdotto requisiti particolarmente elevati in proposito, che spesso non sono soddisfatti dagli strumenti di IA liberamente disponibili, viene ricordato in una nota. I parlamentari e i loro collaboratori possono quindi utilizzare tali strumenti solo in modo limitato. Malgrado ciò, vogliono rimanere al passo con lo sviluppo tecnologico e «testare un impiego sicuro, responsabile e proficuo dell'IA».
L'assistente, denominato PIA, che sta per «Parlamenti Intelligentia Artificialis», costerà un massimo di 150.000 franchi, coperti dal budget per l'informatica dei Servizi del parlamento.
La Delegazione amministrativa, organo incaricato della incaricata della direzione suprema dell'amministrazione parlamentare, ha anche approvato una scheda informativa sull'utilizzo responsabile degli strumenti di IA, che illustra i principi fondamentali da seguire nel contesto parlamentare. Durante la sessione autunnale, i deputati potranno inoltre rivolgersi a specialisti per tutte le questioni in merito.
Il progetto pilota sarà condotto in collaborazione con Swisscom e i dati forniti a PIA non verranno utilizzati per l'addestramento di sistemi di IA. Gli utenti potranno scegliere tra diversi modelli. Quelli attualmente disponibili si prestano soprattutto all'elaborazione dei documenti delle commissioni, mentre non consentono ricerche online approfondite né di consultare dati attuali.
Il funzionamento e l'archiviazione dei dati saranno gestiti interamente in Svizzera da Swisscom, in modo da soddisfare gli elevati requisiti del parlamento in materia di protezione e sovranità dei dati.
Nella nota viene pure precisato che PIA non è pensato per sostituire completamente gli altri strumenti di IA, ma come soluzione complementare e sicura da utilizzare quando i requisiti relativi alla sicurezza e alla sovranità dei dati sono particolarmente elevati. Permetterà per esempio di elaborare i documenti delle commissioni fino al livello di classificazione «ad uso interno».
Durante la fase pilota si procederà a una valutazione dell'utilizzo di PIA e dei suoi possibili ambiti di applicazione e a un monitoraggio continuo.
L'idea di testare un assistente IA sviluppato appositamente per il parlamento è da ricondurre a una mozione della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale, nel frattempo ritirata, viene infine precisato. Al termine della fase pilota si deciderà come procedere sulla base dei risultati della valutazione condotta. Un'eventuale soluzione definitiva verrebbe acquisita nell'ambito di una procedura di bando.

