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Svizzera
Integrazione stranieri: proposte ben accolte in consultazione
Redazione
14 anni fa

L'integrazione degli stranieri deve essere più vincolante e coerente. La Confederazione deve esigere di più dagli immigrati, ma nel contempo offrire loro anche maggior sostegno. Sono questi gli scopi della revisione parziale della legge sugli stranieri, che in consultazione ha suscitato reazioni piuttosto positive tra i partiti, ad eccezione dell'UDC. I cantoni chiedono invece più margine di manovra. Il PS, il PLR e il PPD hanno accolto favorevolmente il fatto che l'integrazione debba essere fatta secondo una strategia più coerente a livello nazionale. Hanno però proposto varie modifiche. Secondo il Partito liberale radicale, il progetto è stato "fortemente sovraccaricato". Molte cose figurano già nelle leggi vigenti e non è necessario che siano iscritte in una nuova legge federale. Ai liberali radicali non piace neppure l'idea che i datori di lavoro debbano contribuire all'integrazione dei loro dipendenti immigrati. Di tutt'altro avviso è il Partito socialista, a cui piace la proposta secondo cui l'integrazione dovrebbe essere incoraggiata in tutte le situazioni della vita: negli asili nido, sul posto di lavoro e nelle associazioni. I socialisti sono tuttavia scettici sull'esame di integrazione già dopo un anno e sui successivi controlli annuali. A loro avviso, lo sforzo amministrativo è troppo pesante. Come al PLR, anche al Partito popolare democratico piace l'idea che una cattiva integrazione possa essere sanzionata. Il PPD auspica che sia conferito maggior peso al criterio di "alloggio appropriato" durante il ricongiungimento famigliare. Si evita così che famiglie di immigrati diventino dipendenti dall'Assistenza sociale per mancanza di soldi. L'Unione democratica di centro è poco entusiasta del progetto di revisione: l'integrazione non è un compito che incombe allo Stato. Secondo i democentristi, respingendo il controprogetto all'iniziativa popolare per il rimpatrio dei criminali stranieri, i cittadini si sono chiaramente espressi contro un articolo sull'integrazione. Dal canto suo, il Forum per l'integrazione delle migranti e dei migranti ritiene che l'integrazione sia un dovere dello Stato. Al pari del PS, la Commissione federale della migrazione auspica che gli immigrati siano meglio protetti contro le discriminazioni. Nel progetto di revisione ogni cantone è tenuto a preparare un programma pluriennale di integrazione. Alle autorità cantonali spetta l'accoglienza e l'informazione per i nuovi arrivati, nonché, ove fosse necessario, indicare le offerte di integrazione esistenti. Qualora vi fossero importanti deficit di integrazione, dovrebbero essere stipulati accordi, ad esempio sull'obbligo di acquisire conoscenze linguistiche. La Conferenza dei governi cantonali (CdC) e l'Unione delle città svizzere sono tuttavia contrarie all'obbligo sistematico di concludere tali accordi. A loro avviso, lo sforzo per l'amministrazione sarà troppo grande e i risultati troppo limitati. Per la CdC, il modello graduale proposto, secondo cui le esigenze relative all'integrazione devono andare di pari passo con l'estensione dei diritti, va nella giusta direzione. Nella revisione, però, si chiede di adempiere gli stessi requisiti per la proroga del permesso di soggiorno e per il rilascio di un permesso di dimora. "Ciò non ha alcun senso". ATS

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