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Svizzera
Integrazione BSI-EFG: ancora 3 anni di incertezza
Integrazione BSI-EFG: ancora 3 anni di incertezza
Integrazione BSI-EFG: ancora 3 anni di incertezza
Redazione
10 anni fa
L'Associazione svizzera degli impiegati di banca interviene in difesa del personale

La riduzione di 300-450 posti di lavoro annunciata oggi, di cui la maggior parte in Svizzera, costituisce l’ennesimo duro colpo per gli impiegati di EFG e, soprattutto, di BSI. Infatti, in particolare il personale di BSI, da alcuni anni vive nell’insicurezza sul suo futuro, sul proprio posto di lavoro.

ASIB mantiene da tempo stretti contatti con il personale di EFG e di BSI, in particolare con le due rispettive rappresentanze dei dipendenti. Incontri regolari hanno inoltre avuto luogo nel corso degli scorsi mesi con una delegazione della direzione. Finora il dialogo fra le parti sociali ha permesso la formazione di una commissione del personale presso EFG (prima presente solo in BSI), e di aprire la discussione per l’allestimento di un adeguato piano sociale.

La nuova banca, tra le prime in Svizzera, è chiamata a porre fine all’incertezza, non solo per i suoi investitori, ma, soprattutto, per i suoi impiegati.

Considerata la situazione nel suo complesso, e le misure di risparmio previste anche attraverso la rinuncia di filiali estere, ASIB ritiene che EFG negozi un piano sociale generoso, che tenga bene in considerazione i criteri sociali e il contributo dato nel tempo dagli impiegati alla banca, nonché il mantenimento di un solido partenariato sociale, in particolare sottoscrivendo la Convenzione concernente le condizioni di lavoro degli impiegati di banca.

ASIB intraprenderà tutte le azioni necessarie per difendere il personale, e non mancherà di tornare a coinvolgere anche le autorità politiche.

Se la piazza finanziaria ticinese perderà ulteriori centinaia di posti di lavoro sarà messo in pericolo il futuro dell’intero sistema e non solo quello delle singole persone.

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