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Svizzera
Insegnanti soddisfatti dalla ripresa delle scuole
Insegnanti soddisfatti dalla ripresa delle scuole
Insegnanti soddisfatti dalla ripresa delle scuole
Redazione
6 anni fa
È terminata la prima settimana di scuola dopo il lockdown. "Rientro con atmosfera particolare". Anche gli allievi hanno risposto bene, "pochi allievi assenti"

Al termine della prima settimana di scuola dopo il lockdown, gli insegnanti si dicono soddisfatti e globalmente rassicurati. Con le misure di protezione da rispettare e la questione delle pulizie di classi e materiale, non è stato tuttavia possibile riprendere le lezioni come prima del 13 marzo.

"Il rientro si è svolto relativamente bene, sicuramente in un'atmosfera un po' particolare", ha spiegato all'agenzia Keystone-ATS il presidente del sindacato degli insegnanti romandi (SER), Samuel Rohrbach. Nonostante un certo comprensibile timore, allievi e insegnanti hanno avuto "un gran piacere a ritrovarsi in classe". Le diverse regole da osservare, in particolare la distanza tra bambini e adulti, hanno cambiato la maniera di insegnare. Ma, dopo alcune ore di adattamento, sembra che le cose stiano andando bene, ha aggiunto Rohrbach. Il lavoro in classi suddivise a metà è positivo, sia dal punto di vista sanitario che pedagogico.

Riannodare i rapportiGli insegnanti sembrano rassicurati dalla ripresa della scuola, gli fa eco il presidente della Società pedagogica vodese (SPV) Gregory Durand. L'importante era di poter ricominciare in maniera progressiva e sicura, con mezze classi in modo da poter accogliere serenamente gli allievi e insegnare loro i gesti protettivi. Una certa routine si è già creata: v'è per esempio "il vero rituale del lavaggio delle mani" quando i bambini arrivano in classe, ha spiegato. Ciò prende tempo, ma è pure l'occasione per scambiare e discutere vari argomenti con gli allievi, il che è anche formativo, secondo Rohrbach. Oltre che l'apprendimento dei gesti di protezione, uno degli obiettivi di questo "ritorno tra i banchi di scuola" era di "riannodare i rapporti" con gli allievi dopo otto settimane di insegnamento a distanza, sottolinea Durand. Si tratta di ascoltarli e di vedere come hanno vissuto questo periodo. L'insegnamento "puro" come prima del 13 marzo riprenderà più tardi.

Punti interrogativiDello stesso avviso è il presidente del sindacato degli insegnanti svizzerotedeschi (LHC), Dagmar Rösler. In talune scuole, l'educazione fisica può essere fatta soltanto in maniera limitata. In altre sono stati cancellati i corsi di nuoto. "Abbiamo dovuto rinunciare a molte cose che rendono la scuola più viva", ha spiegato. A suo avviso, sussiste un certo numero di "punti interrogativi riguardo al distanziamento sociale", in particolare nei cantoni svizzerotedeschi che hanno ripreso subito le lezioni con le classi intere. La SPV lancerà un sondaggio presso i suoi membri per fare il punto sulla "ripresa" della scuola e segnalare le "questioni" in sospeso al Dipartimento della formazione, della gioventù e della cultura vodese.

PulizieDurand vede già due difficoltà: il rispetto della distanza fisica e il tema della disinfezione dei locali e del materiale. Ciò è particolarmente complicato per i più piccoli (1-2 Harmos) che hanno l'abitudine di avere contatti più ravvicinati con gli insegnanti e di toccare i vari oggetti in classe. Occorre trovare una soluzione affinché giochino individualmente o, perlomeno, che abbiano meno scambi di materiale possibile. Ma il problema si pone anche al livello secondario, un'età in cui gli allievi cambiano regolarmente classe. Vi sono molte possibilità di "contatti ravvicinati" quando 40-60 allievi si incrociano in corridoi stretti. Inoltre, le classi devono pulire e disinfettare i loro banchi e le loro sedie al termine di ogni lezione, il che prende parecchio tempo, sottolinea Durand. A livello politico, viene salutato "il grande impegno" delle scuole. "Gli insegnanti stanno facendo di tutto per rendere il ritorno alla vita scolastica il più normale possibile", si rallegra dal canto suo la presidente della Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), Silvia Steiner. "In tal senso, il primo passo verso una nuova normalità è riuscito".

Pochi allievi assenti, segno di fiducia dei genitoriPochi allievi hanno mancato il rientro tra i banchi di scuola questa settimana in Svizzera. Gli insegnanti lo considerano un segno di fiducia da parte dei genitori nelle misure attuate dagli istituti scolastici. "Non abbiamo ancora le cifre per ogni singolo cantone. Ma pochissimi bambini sono rimasti a casa senza avere un certificato medico", ha indicato all'agenzia Keystone-ATS il presidente del sindacato degli insegnanti romandi (SER), Samuel Rohrbach. Dal canto suo, il presidente dell'associazione dei direttori di scuola della Svizzera tedesca (VSLCH), Thomas Minder, ha detto di aver avuto "qualche caso individuale, ma non si è trattato di un fenomeno esteso". Stando al capo del Servizio dell'insegnamento del canton Vallese, Jean-Philippe Lonfat, citato oggi dal quotidiano Le Nouvelliste, soltanto 25 allievi su 28'362, ovvero lo 0,1%, sono rimasti a casa senza certificato medico. "Ciò è rallegrante", sottolinea il presidente della Società pedagogica vodese (SPV), Gregory Durand. "È la dimostrazione che i genitori hanno fiducia nella scuola e nelle misure attuate dalle direzioni, dai comuni e soprattutto dagli insegnanti", che "hanno lavorato molto per organizzare le classi", aggiunge. Stando a Rohrbach, si aveva l'impressione di un certo sentimento di paura da parte di taluni genitori. Ma, a suo avviso, le misure di protezione sanitarie sono state applicate correttamente, nonostante alcune piccole gaffe, ciò che ha consentito di stabilire un contesto per tutti rassicurante.

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