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Svizzera
Inquinamento: plastica in laghi svizzeri, nessun rischio per salute
Redazione
12 anni fa

Le acque di laghi e fiumi svizzeri sono inquinate dalla plastica. Il Politecnico federale di Losanna (EPFL) ha rilevato la presenza delle cosiddette microplastiche (frammenti di diametro compreso tra 0,3 e 5 mm) nella maggior parte dei campioni di oro blu raccolti in sei bacini, tra cui il Verbano, e nel Rodano all'estremità sudoccidentale del canton Ginevra. Questi inquinanti, eliminati grazie ai filtri utilizzati per la potabilizzazione dell'acqua, non costituiscono un rischio per la salute dell'uomo. L'impatto sull'ambiente è difficile da determinare. Lo indica oggi una nota dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), che ha incaricato l'EPFL di svolgere l'indagine. La Confederazione ha così voluto colmare una lacuna perché se sull'inquinamento da plastica dei mari esistono numerosi studi (è di ieri una ricerca che quantifica la plastica nei mari a 269'000 tonnellate), la questione è pressoché ignota per le acque interne. La ricerca è stata realizzata tra giugno e novembre di quest'anno nei laghi Maggiore, Lemano, di Costanza, di Neuchâtel, di Zurigo, di Brienz e nel Rodano nei pressi di Chancy. Gli specialisti dell'Istituto di ingegneria ambientale dell'alta scuola federale hanno passato al setaccio la superficie - mediante una rete galleggiante, trascinata a pelo d'acqua lungo un tratto di 3-4 chilometri - e la sabbia delle spiagge dei laghi. Alcuni campioni sia d'acqua sia di sabbia sono risultati privi di queste particelle di plastica. I valori dei campioni variano fortemente da lago a lago e all'interno dello stesso bacino, il che suggerisce che vi siano differenze di inquinamento nelle zone vicine o lontane dalle rive e che le immissioni oscillino fortemente nel tempo. Le concentrazioni maggiori sono state ad esempio misurate dopo un temporale, il che fa ritenere che le microplastiche vengano convogliate dalle acque piovane. La densità della popolazione nel bacino imbrifero non ha alcun influsso sull'entità dell'inquinamento, indica il rapporto finale della ricerca. I campionamenti sul Rodano permettono di stabilire che il fiume trasporta ogni giorno verso la Francia circa 10 chilogrammi di microplastiche, suscettibili così di contribuire all'inquinamento dei mari. Dal punto di vista qualitativo le plastiche delle acque di superficie provengono nella misura del 60% dagli imballaggi e sono costituite prevalentemente di polietilene (PE) o polipropilene (PP). Il 10%, formato di polistirolo espanso, ha la sua origine nei materiali isolanti. Nei campioni di sabbia le particelle appartengono per il 50% alla categoria delle sostanze schiumogene. È stato rinvenuto anche acetato di cellulosa, una plastica con cui sono fabbricati i filtri per sigarette. L'EPFL si astiene da conclusioni definitive in merito all'impatto di questo inquinamento sugli ecosistemi. Il rilevamento di piccole quantità di microplastiche nel tubo digestivo di pesci e uccelli dissezionati non basta per chiarire l'entità del problema. Per gli esperti, microinquinanti come i pesticidi costituiscono un problema ben più grave. Resta il fatto che le materie plastiche in ambiente acquatico si degradano molto lentamente. I ricercatori fanno inoltre notare che il loro lavoro offre solo una visione parziale della situazione. Suggeriscono ad esempio di studiare la rilevanza ambientale di particelle plastiche di diametro inferiore agli 0,3 mm o quale sia il potenziale inquinante delle acque di drenaggio stradale. L'inquinamento rilevato dall'EPFL è in contrasto con la legislazione vigente sulla protezione delle acque. A questo proposito l'UFAM indica che Berna non se ne sta con le mani in mano. Confederazione, Cantoni e Comuni, insieme ai rappresentanti del commercio al dettaglio e dell'industria delle materie plastiche, partecipano a incontri volti a individuare soluzioni atte a migliorare il riciclaggio di altre materie plastiche oltre al PET e al PE. Da alcuni anni l'UFAM organizza peraltro un'analoga tavola rotonda sulle misure contro il littering (l'abbandono per terra invece che nei cestini dei rifiuti), si legge nel comunicato.

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