
Il timore di un aumento dei prezzi degli alimentari e la paura di un'espansione del turismo degli acquisti sono stati i maggiori motivi all'origine della bocciatura delle due iniziative agricole sottoposte domenica a voto popolare. È quanto risulta da un sondaggio online del gruppo editoriale Tamedia, a cui hanno partecipato 8499 persone da tutta la Svizzera.
La proposta concernente gli alimenti equi è stata nettamente respinta sia dalle economie domestiche con basso reddito che da quelle con alto reddito. L'argomento portante per il no degli interpellati è risultata la paura che l'iniziativa avesse quali conseguenze generi alimentari più cari e un ulteriore incremento del turismo degli acquisti.
Il voto contro l'iniziativa per la sovranità alimentare, oltre che dall'argomento dei prezzi, è stato sostenuto dall'opinione che essa avrebbe isolato l'agricoltura dall'economia di mercato.
Le risposte online rilevano poi una differenza di voto tra i sessi: per gli alimenti equi sono state molto più propense le donne (45% di sì) che gli uomini (31%).
Questa proposta è stata sostenuta solo dai simpatizzanti del PS e dei Verdi. Quella per la sicurezza alimentare è stata affossata anche dal 55% dei votanti di tendenza socialista.
Riguardo ai gruppi di età, il 45% della fascia 18-34 anni ha detto sì agli alimenti equi, mentre fra gli ultra 65enni il tasso era solo del 28%. Presso gli stessi gruppi la sovranità alimentare ha raccolto rispettivamente il 34% e il 25%.
Il consenso alle piste ciclabili è stato forte (73,6%) poiché chi è andato alle urne era convinto che una buona rete viaria per le bici riduce il numero di incidenti. Il 32% degli interpellati era comunque dell'opinione che il decreto federale rimarrà lettera morta. Il minor tasso di favori, del 5%, è stato riscontrato fra i votanti UDC.
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