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Politica
Iniziativa UDC, «Questa sconfitta servirà come carburante»
Redazione
8 ore fa
Come si ripercuoterà la bocciatura alle urne dell'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» sulla politica federale? E come leggere il dato ticinese? - Ne abbiamo parlato con il politologo Oscar Mazzoleni

Torniamo sul voto di ieri, in particolare sulla bocciatura dell’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni», come si ripercuoterà questa sconfitta sulla politica federale? E anche come leggere il dato ticinese? Ne abbiamo parlato con il politologo Oscar Mazzoleni.

Si stanno scaldando i muscoli

«Questa iniziativa rientra in una strategia di lungo periodo dell'UDC: lanciare delle iniziative prima delle elezioni federali», spiega Mazzoleni. «Iniziative che consentono di porre al centro dell'agenda il loro tema: immigrazione ed Europa. E, nel contempo, mobilitare il proprio elettorato, scaldando i muscoli in vista della scadenza centrale: le prossime elezioni federali». Inoltre l'UDC avanza in tutti i cantoni dove ci sono state le elezioni cantonali, rileva il politologo. «Da questo punto di vista l’iniziativa, pur essendo una sconfitta per l’UDC, servirà come un carburante. Vedremo gli oppositori e i concorrenti dell'UDC come sapranno sfruttare questa sconfitta contro i democentristi oppure ancora una volta l'UDC potrà rilanciarsi essendo di nuovo al centro dell'attenzione e soprattutto giocando con l'immagine di un partito contro tutti».

Ticino, frontalieri e punti di scarto

L'UDC ieri è stata sconfitta, ma attenzione: la tesi di Oscar Mazzoleni è chiara. Nell'anno che precede le elezioni federali, i democentristi potrebbero riuscire a dettare l'agenda politica e di questo gli altri partiti non possono non tenere conto. In Ticino il discorso non cambia. Certo, la differenza tra il nostro cantone e il dato svizzero questa volta è piuttosto contenuta. A titolo di paragone, nel 2014 i ticinesi a votare a favore dell'iniziativa «Stop all'immigrazione di massa» erano stati il 68,2%, contro il 50,3 degli svizzeri. Uno scarto di quasi 18 punti. Anche nel 2020, con l'iniziativa per un'immigrazione moderata, il divario era stato quasi del 15%. Stavolta i punti di differenza si sono limitati a cinque. «Questa è l'iniziativa che meno ha messo al centro il tema dei frontalieri. Anzi, è stato usato dagli oppositori all'iniziativa. Chi avrebbe potuto sostenere un'iniziativa dell'UDC e della Lega su questi temi non è stato incentivato a votare proprio per questa incertezza: la questione frontalieri dove sta? Se si vota sì o si vota no, si è pro o contro l'arrivo di frontalieri?». 

I Bilaterali III all'orizzonte

L'agenda democentrista non resta certo sguarnita: a settembre il popolo si esprimerà sull'iniziativa per la neutralità e poi l'anno prossimo sarà la volta della madre di tutte le battaglie, quella sui Bilaterali III. E il voto di ieri può fornire alcuni spunti di riflessione. «È sicuramente un segnale in favore di coloro che vorrebbero un sostegno ai Bilaterali III. Molto dipenderà però da cosa il Parlamento deciderà, se il Parlamento alla fine propenderà per la doppia maggioranza o meno. E lì si giocherà molto, sapendo che una doppia maggioranza sicuramente favorisce gli oppositori a questi accordi».