
Le grandi città svizzere devono essere coinvolte fin dall'inizio nei lavori per l'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. È quanto chiedono i sindaci di dieci città svizzere in una lettera aperta al Consiglio federale.
Il sì popolare è stato accolto con "grande inquietudine" dalle autorità dei centro urbani che globalmente hanno respinto il testo con il 55,7% di voti contrari.
"Intendiamo naturalmente rispettare la volontà popolare. È necessario però che gli interessi delle città vengano tenuti in debito conto", scrivono i sindaci di Zurigo, Berna, Basilea, Losanna, Ginevra, Bienne (BE), Winterthur (ZH), Lucerna, San Gallo e Soletta.
"Le città avranno ancora bisogno in futuro di un accesso performante ai lavoratori europei, ai mercati europei e agli scambi internazionali per poter continuare a svolgere le loro importanti funzioni per tutto il paese".
Preoccupati della spaccatura che la votazione ha creato fra Svizzera romanda e tedesca e fra città e campagne, i sindaci chiedono di tener conto della coesione del paese e dell'interesse generale nell'applicazione dell'iniziativa.
Il Consiglio federale è invitato ad integrare le città nel processo di concretizzazione del testo accettato domenica in votazione popolare in modo da garantire che gli interessi della popolazione urbana vengano presi in considerazione. "Ci aspettiamo inoltre che la Confederazione si impegni maggiormente nel settore delle misure di accompagnamento, ad esempio nei trasporti e nell'alloggio, sostenendo le città negli sforzi che fanno per rispondere con successo alle sfide della crescita", conclude il testo.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

