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Svizzera
Iniziativa sull'alimentazione, i promotori non ci stanno
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Ats
5 ore fa
Mediante un ricorso all'esecutivo del Canton Berna si chiede al Consiglio federale e alla Cancelleria federale di correggere le spiegazioni fornite nell'opuscolo di voto inviato agli elettori

I promotori dell'iniziativa popolare sull'alimentazione, in consultazione il prossimo 27 di settembre, non ci stanno: mediante un ricorso all'esecutivo del Canton Berna, chiedono che sia il Consiglio federale che la Cancelleria federale correggano le spiegazioni fornite nell'opuscolo di voto inviato agli elettori.

Il ricorso è stato presentato dall'ambientalista Franziska Herren e dalla sua associazione «Acqua pulita per tutti», si legge in una nota diffusa oggi dal comitato promotore del testo a conferma di notizie riportate dai quotidiani del gruppo Tamedia.

I promotori rinfacciano al Governo e alla Cancelleria di interpretare erroneamente il testo dell'iniziativa. La disposizione costituzionale proposta, secondo cui la Confederazione dovrebbe puntare entro dieci anni a un grado di autosufficienza netta di almeno il 70%, non andrebbe intesa come un obiettivo vincolante.

In parlamento nessun partito ha sostenuto questa proposta di modifica costituzionale. Gli oppositori sostengono che l'approvazione dell'iniziativa renderebbe necessari massicci interventi statali nei consumi della popolazione.

Herren e i suoi sostenitori respingono questa accusa. Lo stesso vale per l'affermazione secondo cui, se in Svizzera venissero prodotti meno alimenti di origine animale, si rischierebbe un trasferimento dell'impatto ambientale all'estero.

I ricorrenti chiedono, secondo quanto da loro stessi dichiarato, che il Consiglio federale rettifichi queste affermazioni. Qualora ciò non fosse più possibile, la votazione dovrebbe essere rinviata. Se invece la votazione dovesse svolgersi come previsto senza rettifiche, dovrebbe essere dichiarata nulla.

Secondo i quotidiani di Tamedia, la Cancelleria federale non intende apportare modifiche alle informazioni ufficiali relative alla votazione. Il Consiglio federale considera il grado di autosufficienza netta del 70% come un obiettivo vincolante, poiché ciò è richiesto dalle disposizioni transitorie dell'iniziativa.

Il governo del cantone di Berna, dove risiede Herren, deve pronunciarsi sul ricorso entro dieci giorni. Successivamente, la decisione del Consiglio di Stato bernese potrà essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.

L'iniziativa

L'iniziativa, il cui nome per esteso è «Per un'alimentazione sicura - mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull'alimentazione)», chiede un riorientamento in favore della sicurezza alimentare. L'agricoltura e l'intera filiera dovrebbero pertanto puntare maggiormente sulla produzione e sul consumo di derrate di origine vegetale anziché animale.

Il testo prevede anche di aumentare il tasso di autoapprovvigionamento netto della Confederazione, che dovrebbe passare dall'attuale 46% ad almeno il 70%. Esige altresì che siano preservate acqua potabile a sufficienza, la biodiversità e la fertilità del suolo. Gli obiettivi andrebbero raggiunti entro 10 anni dall'eventuale adozione.

Obiettivi «irrealistici»

Malgrado alcune simpatie espresse per l'intento di rafforzare l'autonomia alimentare, soprattutto alla luce dell'attuale situazione geopolitica, in parlamento hanno prevalso i dubbi sull'attuabilità pratica.

In particolare, aumentare il grado di autoapprovvigionamento al 70% è stato giudicato non realistico, soprattutto in considerazione delle brevi tempistiche. Taluni hanno sottolineato che l'iniziativa è più ambiziosa del piano Wahlen, attuato durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il tasso di autoapprovvigionamento netto aveva raggiunto all'incirca il 60%.