
Per le due iniziative sottoposte al giudizio popolare il 27 settembre, sulla neutralità e sull'alimentazione, si profila una netta bocciatura, indicano i nuovi sondaggi pubblicati stamani e realizzati dall'istituto LeeWas per conto del sito di informazione 20 Minuten e dall'editore Tamedia da una parte e dall'istituto gfs.bern per la Società svizzera di radiotelevisione (SSR) dall'altro.
Secondo un rapporto di LeeWas, la proposta di modifica costituzionale intitolata «Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)» il 9-10 settembre (l'inchiesta è stata realizzata in queste due giornate) sarebbe stata respinta dal 68% dei quasi 13'000 aventi diritto interpellati in linea, mentre il 31% avrebbe accolto il testo. Il risultato vale con una probabilità del 95% e un margine di errore di 1,5 punti percentuali. Rispetto alla sua prima inchiesta, anteriore di circa un mese, i consensi si sono assottigliati di cinque punti percentuali.
Dal canto suo, gfs.bern nella sua documentazione dà il no al 63% e il sì al 34%. L'istituto ha interrogato 12'916 elettori, in massima parte pure in rete, tra il 2 e il 9 settembre. In questo caso il margine d'errore è di 2,8 punti percentuali. Le opinioni sono già ben consolidate, poiché l'83% di coloro che intendono partecipare al voto è fermamente convinto di quanto deporrà nell'urna.
Pensionati e persone istruite contrarie
Secondo il sondaggio patrocinato da 20 Minuten e Tamedia, l'Iniziativa sulla neutralità raccoglie una maggioranza di favorevoli solo tra i simpatizzanti dell'UDC, ma anche in questo caso il consenso è sceso di sette punti percentuali, attestandosi al 75%. Per tutti gli altri partiti il rifiuto è netto, con il picco di opinioni negative (94%) tra gli elettori vicini al PS.
Il rifiuto dell'iniziativa aumenta con il crescere di età, istruzione e reddito degli intervistati. L'83% delle persone in possesso di una laurea o di un diploma di una scuola universitaria professionale non gradisce il testo. Tra coloro che hanno completato solo la scuola dell'obbligo, la percentuale di contrari si attesta al 57%; al 63% per chi ha svolto un apprendistato.
Tra gli ultrasessantacinquenni, al momento del sondaggio oltre tre quarti avrebbero votato no. A partire da un reddito dell'economia domestica di 13'000 franchi al mese, la percentuale di contrari raggiunge il 76%; il 57% tra le fasce di reddito inferiori a 4000 franchi.
Per gli oppositori, l'argomento più rilevante è che l'iniziativa limiterebbe fortemente la politica estera della Svizzera e renderebbe impossibile una reazione flessibile alle crisi internazionali. Anche la preoccupazione per un indebolimento della capacità di difesa ha un peso notevole.
Stessi trend nel sondaggio gfs
Anche nel sondaggio realizzato per la SSR l'iniziativa ha ottenuto una netta maggioranza solo tra democentristi, a favore del testo nella misura del 77%. Anche in questa inchiesta il consenso è però diminuito nel tempo (-9 punti percentuali). Tra gli elettori senza affiliazione politica, la precedente maggioranza risicata a favore del sì si è trasformata in una netta maggioranza per il no.
All'inizio della campagna in vista del voto, stando al primo rilevamento di gfs.bern, anteriore di quattro settimane a quello odierno, l'iniziativa godeva ancora del sostegno della maggioranza nelle zone rurali; ora gli oppositori in queste regioni del paese si attestano al 59% (+14 punti percentuali).
In Romandia i voti contrari hanno conosciuto il medesimo trend (+14 punti al 63%), allineandosi al livello registrato nella Svizzera tedesca (64%). Nella Svizzera italiana, dove nella prima inchiesta si registrava ancora una chiara maggioranza di favorevoli (55%), il consenso è crollato al 48%. Vista la taglia ridotta del campione (366 persone interpellate in Ticino e nelle valli meridionali dei Grigioni), il margine di errore è più elevato (ma non è stato pubblicato). Questa informazione viene invece fornita da LeeWas: il 59% di ticinesi e grigionitaliani direbbero no al testo, il 39% lo sosterrebbe. Statisticamente i due valori però non sono veramente diversi poiché il margine di errore è di 16 punti percentuali.
Iniziativa alimentazione non piace
Secondo l'inchiesta di LeeWas è diminuito anche il sostegno all'iniziativa «Per un'alimentazione sicura - mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull'alimentazione)»: solo il 29% degli intervistati indica che porrà un sì nell'urna.
Anche il sondaggio di gfs.bern giunge alla stessa conclusione: se la votazione si fosse tenuta all'inizio di settembre, l'iniziativa sarebbe stata respinta. Un terzo degli intervistati avrebbe accolto la proposta, mentre il 64% l'avrebbe osteggiata. In occasione della prima inchiesta, vi era una situazione di sostanziale parità tra i due fronti.
Solo tra i sostenitori dei Verdi si registra una netta maggioranza a favore (oltre tre quarti dei voti). Tra gli elettori del PS e dei Verdi liberali, che quattro settimane prima sostenevano l'iniziativa, l'umore è cambiato.
Lo stesso trend si osserva per le tre regioni linguistiche. All'inizio di settembre svizzero tedeschi, romandi e italofoni dicevano no al testo rispettivamente col 66%, 57% e 59% dei voti.
Anche YouGov dà per spacciate le iniziative
Anche un terzo sondaggio, realizzato dalla società di ricerche di mercato YouGov Schweiz e pubblicato ieri sera, annuncia la bocciatura di entrambi i testi. Il 30% dei 2989 intervistati in linea tra il 31 agosto e il 14 settembre ha indicato di voler sostenere l'Iniziativa sulla neutralità, mentre il 63% voterà contro. L'iniziativa sull'alimentazione raccoglie il 29% di consensi e il 65% di opposizioni. Il margine di errore è di 1,8 punti percentuali, emerge dalla documentazione pubblicata dall'istituto con sede a Lucerna.
I due rifiuti si sono rafforzati dall'ultimo sondaggio, effettuato tra il 3 e il 17 agosto. Il no ha guadagnato tredici punti percentuali per entrambe le iniziative.

