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Politica
Iniziativa responsabilità ambientale, opinioni a confronto
© CdT/Gabriele Putzu e Chiara Zocchetti
© CdT/Gabriele Putzu e Chiara Zocchetti
Redazione
un anno fa
Il granconsigliere dei Verdi Matteo Buzzi a confronto con il consigliere nazionale dell'Udc Paolo Pamini sull'unico oggetto al voto il 9 febbraio. Buzzi: "Abbiamo gli strumenti tecnologici per implementare queste proposte". Pamini: "L'iniziativa si concentra sui consumi e non sulla produzione".

Domenica 9 febbraio il popolo svizzero sarà chiamato a esprimersi su un solo oggetto, l'iniziativa per la responsabilità ambientale lanciata dai Giovani Verdi. Il testo chiede che le attività economiche possano consumare risorse ed emettere sostanze nocive soltanto nella misura in cui le basi naturali della vita siano conservate. In altre parole, non si deve consumare più di quanto la terra possa offrire e inquinare più di quanto le risorse del pianeta siano in grado di rigenerarsi. Questo obiettivo deve essere raggiunto tramite misure socialmente sostenibili entro 10 anni. Sul tema, Ticinonews ha ospitato un confronto tra il granconsigliere ecologista Matteo Buzzi e il consigliere nazionale dell'Udc Paolo Pamini.

Pamini: "I nostri figli faranno la fame"

L'iniziativa, affermano i suoi sostenitori, è un regalo alle future generazioni. Pamini non lo vorrebbe per i suoi figli? "Il diavolo sta nel dettaglio", risponde. "Il testo dell'iniziativa parla di cambiamento climatico tout court, non di 'cambiamento climatico antropico', quindi causato dall'uomo: vogliamo bloccare qualsiasi cambiamento climatico, anche quelli sui quali l'uomo non avrà più alcun impatto? Il testo non lo specifica e la scelta delle misure diventerebbe quindi totalmente arbitraria. Non voglio regalare questo ai miei figli. Vogliamo impedire l'estrazione di gas naturale per produrre azoto necessario ai fertilizzanti? Vedrete come i nostri figli faranno la fame, proprio come i nostri bisnonni 100-130 anni fa".

Buzzi: "Lettura fantasiosa"

"L'interpretazione del testo dell'iniziativa fatta da Pamini è fantasiosa", replica Matteo Buzzi. "Nel testo si parla di mutamento climatico dovuto a origine umana. Paventare un ritorno nel passato di 100-150 anni è fuorviante. La maggior parte delle soglie ambientali planetarie sono state superate ed esplose a partire dagli anni '60-'70. Nel frattempo la tecnologia ha fatto grossi passi avanti: oggi abbiamo gli strumenti per potere implementare quest'iniziativa senza subire un balzo indietro nel tempo".

Traguardo ambizioso

10 anni per raggiungere gli obiettivi dell'iniziativa sono un orizzonte vicino e molto ambizioso. I Giovani Verdi non rischiano di chiedere troppo e non ottenere niente? "Se avessi scritto io il testo, lo avrei fatto diversamente. Questo obiettivo è effettivamente il più ambizioso", concede Buzzi. Questo orizzonte temporale "è però legato a un grido d'allarme emesso dagli scienziati, secondo cui i prossimi 10 anni saranno fondamentali per compiere la svolta verso il rispetto dei limiti planetari. Nell'implementazione finale che eventualmente deciderà il Parlamento, ci potrà sicuramente essere maggiore flessibilità".

Solo sui consumi?

"Buzzi ammette la non attuabilità dell'iniziativa in 10 anni", osserva Pamini. Inoltre, "resta da capire perché quest'iniziativa si concentri solo sui consumi e non sulla produzione. Potremmo anche metterci a bruciare lignite per produrre e così inquinare moltissimo, ma la cosa sarebbe comunque compatibile con la proposta se poi questi prodotti realizzati in maniera 'sporca' venissero esportati all'estero".