
L'iniziativa popolare "A favore del servizio pubblico" nuoce alle aziende controllate dalla Confederazione. È quanto afferma - all'unanimità - la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale (CTT-N) che invita quindi il Plenum a bocciare il testo, così come già fatto lo scorso settembre dal Consiglio degli Stati. Per la commissione, l'iniziativa limiterebbe in modo eccessivo la libertà delle imprese affiliate alla Confederazione e comprometterebbe le loro capacità economiche e la loro competitività. In definitiva, il testo invece di rafforzare il servizio pubblico lo indebolirebbe. Oggi la CTT-N ha anche deciso, con 16 voti contro 9, di non elaborare alcun controprogetto diretto all'iniziativa ma di sostenere la modifica costituzionale proposta dalla Camera dei Cantoni. Questa prevede pure una modifica della Costituzione, ossia l'aggiunta di una disposizione di carattere generale sul servizio universale, ma non lega formalmente i due oggetti. L'iniziativa - lanciata da "Spendere Meglio", "K-Tipp", "Saldo" e "Bon à Savoir" - ha raccolto 104'197 firme valide. Essa esige che, in materia di prestazioni di base, la Confederazione non miri a conseguire profitti, non sovvenzioni trasversalmente altri settori dell'amministrazione e non persegua interessi fiscali. Inoltre, l'iniziativa intende impedire che i salari e gli onorari dei dirigenti delle aziende parastatali siano più alti di quelli dei dirigenti dell'amministrazione federale.
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