
Sono stati soprattutto i giovani adulti e le donne ad appoggiare l’iniziativa popolare per “Più abitazioni a prezzi accessibili”, bocciata lo scorso 9 febbraio dal 57,1% dei votanti.
Da un’analisi del voto è peraltro emerso un ampio consenso sul fatto che gli affitti e i prezzi degli immobili in Svizzera siano in parte troppo elevati: un punto di vista condiviso da nove persone su dieci intervistate nell’ambito di un sondaggio realizzato dall’istituto demoscopico Sotomo, per conto dell’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB).
L’iniziativa popolare è stata approvata nei cantoni di Ginevra, Basilea Città con oltre il 60% di “sì” e con il 53,2% a Vaud, mentre tutti gli altro cantoni l’hanno affossata. In Ticino i “no” hanno raggiunto il 55,4% e nei Grigioni ben il 67,5%.
Stando ai risultati del sondaggio pubblicato oggi, l’orientamento politico ha avuto la maggiore influenza sul risultato. Quasi nove “sì” su dieci provenivano infatti da persone che si collocano a sinistra dello spettro politico, scrive l’UFAB in una nota.
Anche la situazione economica ha giocato un ruolo: quasi l’80% delle persone alle quali il costo dell’alloggio ha imposto restrizioni finanziarie hanno sostenuto l’iniziativa.
I voti favorevoli sono stati più frequenti anche tra le persone che vivono sole rispetto a chi vive in un nucleo famigliare di due o più persone. E la percentuale di “sì” è risultata inversamente proporzionale alla durata della residenza nell’attuale abitazione.
L’analisi del voto pubblicata oggi dall’UFAB ha tenuto conto, oltre che del sondaggio, anche di dati secondari sulle caratteristiche specifiche dei Comuni che hanno avuto un peso rilevante sulla percentuale dei voti favorevoli. Da questi dati è emerso che, secondo la maggioranza dei votanti, la promozione di abitazioni a prezzi moderati è uno strumento efficace per ridurre i costi dell’alloggio.
A prescindere dall’iniziativa popolare, i cittadini svizzeri sono favorevoli a diverse misure che promuovano gli alloggi a prezzi moderati. Riscuote un netto consenso, ad esempio, la concessione di mutui a tassi d’interesse favorevoli e fideiussioni statali a favore di cooperative e altri offerenti di abitazioni di utilità pubblica.
Dopo la bocciatura dell’iniziativa popolare - ricorda l’UFAB - è entrato in vigore il controprogetto indiretto ed è stato stanziato un nuovo credito quadro per i mutui. È inoltre previsto che, dopo la pausa estiva, il Consiglio federale sottoponga al Parlamento un messaggio concernente un nuovo credito quadro, com’era stato prospettato nella campagna di voto.
Per realizzare il sondaggio Sotomo ha intervistato 1644 elettori online fra il 14 e il 25 febbraio e ha calibrato i dati per garantire la rappresentatività.
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