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Svizzera
Iniziativa materiale guerra: comitato favorevole lancia campagna
Redazione
17 anni fa

Carri armati in Afghanistan, granate a mano in Iraq o aerei in Darfur, tutti di provenienza elvetica: per mettere la parola fine a questa pratica giudicata "scandalosa", una vasta coalizione ha lanciato stamane a Berna la campagna in favore dell'iniziativa popolare per il divieto di esportare materiale bellico, in votazione il 29 novembre. "Le vite umane sono più importanti dei profitti dell'industria degli armamenti", si legge nell'argomentario della coalizione composta di una quarantina di organizzazioni, dal Gruppo per una Svizzera senza esercito al Partito socialista, dai Verdi a numerose associazioni che si impegnano per promuovere i diritti umani e la pace. L'iniziativa vuole vietare l'esportazione e il transito attraverso la Svizzera di materiale bellico, comprese le tecnologie che possono servire a produrlo. Tra le rare eccezioni previste figurano gli ordigni di sminamento, nonché le armi sportive e da caccia. Qualora il testo venisse accettato, la Confederazione dovrebbe sostenere economicamente per dieci anni le regioni e le persone attive nel campo dell'armamento toccate dal provvedimento. Sarà proprio questo uno degli elementi più discussi della campagna: i contrari dei partiti borghesi hanno infatti incentrato le loro argomentazioni sulla questione dei posti di lavoro che potrebbero andar persi in Svizzera nel caso l'iniziativa venisse accolta. ATS

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