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Svizzera
Iniziativa materiale guerra: comitato borghese lancia campagna
Redazione
17 anni fa

Vietare l'esportazione di materiale di guerra mette in pericolo oltre 10'000 posti di lavoro in Svizzera. In un periodo di crisi sarebbe assolutamente "insensato" accogliere l'iniziativa popolare del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), in votazione il 29 novembre prossimo, ha affermato oggi un comitato che riunisce PLR, UDC, PPD e PBD. Per il comitato, che ha presentato stamane i propri argomenti in una conferenza stampa a Berna, l'iniziativa "per il divieto di esportare materiale bellico" rappresenta pure un ostacolo per l'innovazione, il mantenimento di competenze industriali nel Paese e l'indipendenza dell'esercito nei confronti dell'estero. PLR, UDC, PPD e PBD sostengono inoltre che la Svizzera dispone di controlli severissimi in materia di esportazione di armi. A nome del comitato il consigliere agli Stati Jean-René Fournier (PPD/VS) ha spiegato che l'accento della campagna sarà posto sulle conseguenze del voto per l'impiego. "Cosa preoccupa maggiormente il popolo oggi?", si è chiesto. "Non si sia ipocriti: scegliamo le armi con cui vogliamo combattere". I manifesti presentati ai media fanno riferimento esclusivamente alla perdita di posti di lavoro in tutto il Paese. ATS

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