
Mentre si moltiplicano le leggi cantonali contro il fumo passivo, è stato rilanciato il dibattito su un rigoroso divieto di fumare in tutta la Svizzera. La Lega polmonare ha tempo fino al 19 novembre 2010 per raccogliere le 100'000 firme necessarie alla riuscita della sua iniziativa popolare "Protezione contro il tabagismo passivo". Il termine è stato pubblicato stamani sul Foglio federale. Il testo chiede un divieto totale di fumare negli spazi chiusi che fungono da luogo di lavoro. Lo stesso dicasi - ma con la possibilità di fissare eccezioni - per gli altri spazi chiusi accessibili al pubblico (ristoranti, alberghi, trasporti pubblici, edifici che servono alla formazione, allo sport, alla cultura, agli svaghi o che fanno parte dei settori sanitario, sociale e dell'esecuzione delle pene). L'iniziativa popolare è stata lanciata dalla Lega polmonare quale reazione alla legge adottata lo scorso ottobre dalle Camere, ritenuta troppo permissiva. Quest'ultima, pur lasciando ai cantoni la competenza di adottare disposizioni più severe, contiene infatti molte eccezioni al divieto di fumare. Per esempio, bar, ristoranti e locali notturni con una superficie inferiore agli 80 m2 possono sfuggire al divieto di fumare nei luoghi pubblici, a meno di leggi cantonali più restrittive. In quest'area sono compresi i settori accessibili al pubblico, come l'entrata e i bagni. Altre condizioni previste dalla legge perché uno spazio pubblico sia dichiarato locale interamente per fumatori: assumere soltanto personale che ha accettato di lavorarvi, disporre di una ventilazione adeguata ed indicare chiaramente all'esterno che si tratta di un locale dove è permesso fumare. Sarebbero interessati circa un quarto dei bar e ristoranti della Svizzera. I fautori dell'iniziativa chiedono invece regole chiare, severe e applicabili in tutto il Paese. Il comitato d'iniziativa riunisce una serie di personalità. Oltre al presidente della Lega polmonare ed ex direttore dell'Ufficio federale della sanità pubblica Otto Piller, figurano il cardiologo Thierry Carrel e l'oncologo ticinese Franco Cavalli, ex consigliere nazionale socialista. Tra i parlamentari figurano la consigliera agli Stati Erika Forster (PLR/SG), le consigliere nazionali Yvonne Gilli (Verdi/SG) e Silvia Schenker (PS/BS), nonché il consigliere nazionale Jean-Charles Rielle (PS/GE), capofila nella lotta contro il tabacco nel suo cantone. La legge federale per la protezione contro il fumo passivo è stata contestata anche dai fumatori. Tuttavia, un comitato referendario contro il divieto di fumare nei bar e ristoranti è riuscito a raccogliere, entro la scadenza del termine legale, il 22 gennaio scorso, soltanto 6'000 delle 50'000 firme necessarie. Intanto, in materia di fumo è tutto un rifiorire di soluzioni cantonali. I cittadini di Basilea Campagna, Uri e Turgovia si sono appena pronunciati lo scorso fine settimana. Due le grandi tendenze che si delineano: i cantoni più permissivi vietano il fumo soltanto nei ritrovi con un'area superiore agli 80 m2; quelli più severi prevedono un'unica eccezione al divieto: le aree fumatori senza personale di servizio. È vietato fumare nei ritrovi pubblici del Ticino dall'aprile 2007. Nei Grigioni non si può fumare dal marzo 2008, a San Gallo dall'ottobre 2008, a Soletta dal gennaio 2009 e a Neuchâtel dall'aprile 2009. Il divieto entrerà in vigore nei locali pubblici del Vallese e di Berna il primo luglio prossimo. ATS
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