
"Il Consiglio nazionale ha mancato oggi una ghiotta occasione per incoraggiare il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia e dato un duro colpo alla protezione alpina". È questa la reazione dell'Iniziativa delle Alpi alla bocciatura da parte della Camera del popolo della ratifica del protocollo sui trasporti contenuto nella Convenzione alpina. Dopo un annoso iter parlamentare, la Convenzione delle Alpi ha infatti subito oggi una brusca battuta d'arresto: il Consiglio nazionale non ne vuole sapere di ratificare i nove protocolli di attuazione. I partiti borghesi temono ripercussioni negative per l'economia. Il dossier ritorna agli Stati, che nel 2004 avevano ratificato tre protocolli, riguardanti i trasporti, la pianificazione e la protezione del territorio nonché lo sviluppo sostenibile. Nel frattempo i due rami del parlamento hanno anche spinto il Consiglio federale a elaborare un rapporto sulle conseguenze dei protocolli: stando al governo, essi non ostacolerebbero lo sviluppo economico delle regioni di montagna, di cui proprio oggi si celebra la giornata internazionale. Oltre alla Svizzera, la Convenzione delle Alpi riguarda l'Italia, l'Austria, la Germania, il Liechtenstein, la Francia, la Slovenia, Monaco e l'Unione europea. ATS
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