
Un segnale sbagliato: è quanto si legge oggi negli editoriali di vari media svizzeri sull’adozione del divieto di dissimulazione del viso accolto ieri da popolo e Cantoni.
“Riflettere su come lavorare con le comunità islamiche”
Il Tages-Anzeiger osserva che l’iniziativa contro il velo integrale ha oscurato questioni importanti relative ai comportamenti nei confronti dei musulmani in Svizzera e che è ora di aprire un nuovo dibattito sull’Islam. Per il giornale, ad esempio, è necessario riflettere su “come vogliamo lavorare con le circa 200 comunità islamiche in Svizzera e garantire che si basino sui fondamenti della nostra costituzione e possano difendersi dalle influenze radicali”. Anche la questione dei predicatori deve essere affrontata.
“Un segnale contro l’Islam radicale”
La Neue Zürcher Zeitung (NZZ) sottolinea l’alto livello di approvazione nella Svizzera romanda, dove in passato le iniziative borghesi hanno faticato a raccogliere consensi. “Si trattava di mandare un segnale contro l’Islam radicale”, sostiene la NZZ. Il quotidiano non crede che la violenza antimusulmana aumenterà a seguito del voto, come teme il portavoce della Federazione delle organizzazioni islamiche in Svizzera.
“Solo un atto simbolico”
Per il Blick, il divieto del velo integrale è solo un atto simbolico che non avrà alcun impatto sulla vita quotidiana. Il giornale vede dell’ironia nel fatto che il popolo abbia accettato questo testo in un momento in cui “andiamo tutti in giro con delle maschere”.
“Un messaggio stigmatizzante per la comunità musulmana”
“La Svizzera vuole essere liberale, aperta e tollerante. Ma grazie a un’alleanza contro natura tra gli xenofobi opposti al multiculturalismo e certe femministe che reagiscono emotivamente a segni esterni di oppressione, ha adottato un messaggio stigmatizzante per la comunità musulmana”, scrivono La Liberté (friburghese) et le Nouvelliste (vallesano).
“Ennesima vessazione per i musulmani in Svizzera”
Il neocastellano Arcinfo sottolinea pure che, sebbene il testo adottato ieri non cambierà molto nella vita quotidiana della maggior parte delle persone, “la campagna sarà ricordata come l’ennesima vessazione” per i musulmani in Svizzera. Senza cadere nell’ingenuità, il giornale invita a “rendere la nostra società più inclusiva, smettendo di ridurre l’Islam a meri cliché”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

