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Svizzera
Iniziativa autodeterminazione, molti non l'hanno capita
Iniziativa autodeterminazione, molti non l'hanno capita
Iniziativa autodeterminazione, molti non l'hanno capita
Redazione
8 anni fa
Il 43% degli elettori si sono espressi in base all'appartenenza partitica. Determinanti i partiti di centro

La credibilità della Svizzera sul piano internazionale è stata la ragione principale che ha portato al rifiuto (66% di "no") dell'iniziativa dell'UDC per l'autodeterminazione o "contro i giudici stranieri".

Secondo i risultati dell'analisi VOTO sulla consultazione federale del 25 novembre scorso, la questione relativa al possibile conflitto tra norme di diritto nazionale e internazionale è risultata di difficile comprensione per il 43% degli elettori, che si sono di conseguenza espressi in base all'appartenenza partitica.

I dati raccolti indicano che l'87% dei sostenitori dell'UDC hanno votato a favore dell'iniziativa, mentre sul fronte opposto la sinistra (92% di "no" tra gli elettori socialisti e 90% tra i Verdi) l'ha bocciata in modo nettissimo. Altrettanto chiaro è stato il parere contrario espresso dai Verdi-liberali (88%). Ma a determinare il massiccio rigetto dell'iniziativa sono stati in primo luogo i partiti di centro: tra i sostenitori di PPD e PLR la quota di contrari è stata del 76%.

L'analisi VOTO mostra anche che l'UDC è riuscita a mobilitare il proprio elettorato: il 61% dei suoi sostenitori si è infatti recato alle urne, un dato "notevolmente superiore a quello delle precedenti votazioni". "L'iniziativa per l'autodeterminazione non è quindi fallita a causa del disinteresse i simpatizzanti dell'UDC", affermano gli autori dello studio.

Tra i sostenitori determinanti sono stati i temi relativi all'indipendenza e alla sovranità nazionale, mentre nel campo avverso ha inciso soprattutto la salvaguardia della credibilità della Svizzera sul piano internazionale. Poco peso, tra i fautori, ha avuto la disputa sui "giudici stranieri" (citata dal 5% del campione) e la questione della difesa della democrazia diretta (4%). Di scarsa rilevanza, tra gli oppositori, pure il tema dello smantellamento dei diritti umani (3%). E' sorprendente constatare come gli argomenti principali - pro e contro - citati da UDC e dalla sinistra abbiano avuto sulle rispettive basi un impatto solo limitato, scrivono i ricercatori.

In votazione, il 25 novembre, vi erano anche la modifica della legge federale per la sorveglianza degli assicurati, approvata nella misura del 65%, e l'iniziativa "per la dignità degli animali da reddito" (Iniziativa per le vacche con le corna), respinta dal 55% dei votanti. Al riguardo gli elettori non hanno avuto nessuna difficoltà a capire la posta in gioco. Nel primo caso il "sì" all'impiego di investigatori privati è stato determinato dalla volontà di combattere in modo più efficiente gli abusi in campo sociale; nel secondo è risultata determinante la posizione secondo cui le corna delle mucche non costituiscono un tema da inserire nella Costituzione federale.

Lo studio VOTO è stato condotto da tre istituti - Centro di studi sulla democrazia di Aarau, Fors e Link - su un campione di 1513 elettori in tutte le regioni della Svizzera.

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