
Un’ampia fetta della popolazione svizzera pratica sport e gli effetti benefici dell’attività fisica sulla salute sono incontestati. Tuttavia nel nostro paese si infortunano ogni anno circa 400'000 sportivi e 184 in media perdono la vita. È quanto emerge dall’ultima rilevazione dell’Ufficio Prevenzione Infortuni (UPI), che considera tutti gli infortuni sportivi noti dal 2000 al 2018.
In base alla statistica sugli infortuni mortali nello sport, che considera anche i paesi di residenza delle vittime, in media quasi un terzo delle vittime sono turisti stranieri. Dei 184 sportivi che perdono la vita ogni anno, 58 risiedono infatti all’estero.
L’elevata percentuale di vittime straniere può essere spiegata con l’interesse che gli sportivi stranieri mostrano per la Svizzera come destinazione turistica. Il base-jump è l’attività che provoca il maggior numero di morti tra i turisti: il 77% delle persone che muoiono praticando questa attività sportiva non sono domiciliate in Svizzera. Lo stesso vale per discipline sportive come l’alpinismo (66%) o il freeride (52%). Per altri sport si registra invece una tendenza inversa: dal 2000 le vittime tra i cacciatori, per esempio, sono tutte domiciliate in Svizzera.
Il maggior numero di infortuni mortali, a prescindere dal luogo di domicilio, si verifica negli sport di montagna: ogni anno sono in media 84, di cui 46 nel trekking e 29 nell’alpinismo. Gli sport invernali fanno invece registrare 39 morti all’anno, la maggior parte dei quali sono sci-escursionisti (17) e sciatori che praticano il freeride (8). I morti negli sport acquatici sono in media 29 all’anno, molti dei quali annegano in acque libere.
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