
Mentre in Spagna si segnala il primo caso di contagio accertato in Europa, l'influenza da suini potrebbe aver varcato anche i confini elvetici: cinque pazienti sono sottoposti ad esami medici. Ma le autorità rassicurano: la Svizzera non è mai stata così pronta a un'eventuale pandemia. I cinque cittadini elvetici si sono presentati dal medico seguendo l'appello lanciato sabato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Tutti presentano sintomi influenzali e sono appena rientrati in Svizzera dal Messico, ha indicato all'ATS il portavoce dell'UFSP Jean-Louis Zürcher. Finora non si segnalano però casi accertati. Per il momento l'UFSP non emette alcuna raccomandazione particolare per i viaggiatori, ma se i Paesi dell'Unione europea dovessero sconsigliare di andare in Messico, la Svizzera si adeguerebbe. Le raccomandazioni per i viaggiatori possono avere conseguenze giuridiche - come richieste di risarcimento - perciò siamo molto prudenti, ha spiegato Roger Staub dell'UFSP in una conferenza stampa a Berna. Staub ha ricordato che questo virus si trasmette da uomo a uomo e non ha quindi nulla a che vedere con le derrate alimentari. "Non c'è nessun rischio per chi consuma carne di maiale", sottolinea l'UFSP, il cui servizio telefonico è da oggi a mezzogiorno bombardato di domande in questo senso. Il direttore dell'UFSP Thomas Zeltner si è detto preoccupato dalle caratteristiche dell'influenza: un virus nuovo, trasmissibile da uomo a uomo e che colpisce anche persone sane di mezza età. "È ancora presto per giudicare la pericolosità del virus; per ora il mondo sa relativamente poco sull'influenza", ha dichiarato Zeltner alla radio svizzerotedesca DRS, chiedendosi come mai negli Stati Uniti non ci siano per ora state vittime, mentre in Messico si contano già più di cento morti. Intanto l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha fatto sapere che non esclude la possibilità di alzare il livello di allerta direttamente dalla fase tre alla fase cinque. Secondo la scala di sei livelli, la fase tre corrisponde ad una trasmissione da uomo a uomo molto limitata. Nella fase quattro aumentano i casi di trasmissione da uomo a uomo e nella fase cinque i focolai epidemici sono in aumento, ma ancora localizzabili. Nella fase sei, il virus si è ormai trasformato in pandemia. In Svizzera per passare al livello quattro è necessaria una decisione del Consiglio federale. Zeltner ha comunque voluto rassicurare la popolazione: la Svizzera non è mai stata così pronta e la cooperazione tra Oms, Unione europea, Confederazione e cantoni funziona in modo esemplare. Dopo lo scoppio dell'influenza aviaria, la Svizzera si è attrezzata per un'eventuale pandemia. Per un quarto della popolazione esiste una scorta d'emergenza del farmaco antivirale Tamiflu di Roche, con il quale si può combattere anche il virus A/H1N1 dell'influenza da suini. Come alternativa può essere usato anche il medicinale Zanamivir di GlaxoSmithKline. Il gruppo farmaceutico Roche si è detto "pronto" a fornire al mondo intero alcuni milioni di dosi di Tamiflu "non appena l'Oms lo domanderà", ha dichiarato un portavoce dell'azienda farmaceutica. L'UFSP ha comunque sconsigliato l'assunzione preventiva del farmaco antivirale. ATS
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