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Svizzera
“Infezioni in calo, pazienti sempre numerosi”
Daniele Coroneo
5 anni fa
La pressione ospedaliera resta però elevata, anche se un calo dei ricoveri è probabile. L’arrivo del freddo rimane un’incognita

La situazione sul fronte delle infezioni da Covid-19 si è ulteriormente calmata negli scorsi giorni. Lo ha indicato oggi Patrick Mathys responsabile del settore crisi dell’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp), durante il consueto incontro coi media per fare il punto sulla situazione pandemica in Svizzera.

Il calo fra i ricoverati ha due spiegazioni: sono diminuiti i ritorni dalle vacanze, dove molti hanno contratto il virus, così come le infezioni domestiche, ha da parte sua spiegato Samia Hurst, vicepresidente della task force scientifica federale.

Incognita inverno
In calo pure le ospedalizzazioni, anche se l’occupazione dei posti di terapia intensiva è ancora “a un livello molto elevato”, ha messo in guardia Mathys. Tre quarti dei letti sono occupati, il 30% dei quali da malati di Covid-19. “I dati attuali – ha proseguito Mathys – mostrano che le infezioni calano, tuttavia se ci dovesse essere un aumento dei casi, assisteremmo a un rapido peggioramento della situazione negli ospedali. Resta il rischio che una nuova grande ondata possa sopraggiungere, soprattutto con l’arrivo del freddo”.

Calo dei ricoveri previsto
In ogni caso, l’incidenza più alta della malattia si osserva tra la popolazione giovane e mobile. Sono soprattutto i ragazzi dai 10 ai 19 anni a essere infettati. Alla luce di questa situazione, è da prevedere a breve un ulteriore calo dei ricoveri.

Protezione migliore se guarito e vaccinato
Samia Hurst, vicepresidente della task force Covid-19, ha ribadito l’importanza della vaccinazione. Hurst ha poi spiegato che “contrariamente a quanto affermato in passato, nuovi studi indicano che la protezione contro la variante Delta sia migliore fra i guariti che fra i vaccinati. Una protezione ancora migliore è stata osservata presso le persone che hanno ricevuto una dose di vaccino dopo la guarigione dal Covid. Però è rischioso. Come dottoressa, sconsiglio caldamente di cercare attivamente l’infezione per aumentare l’immunità”. A una domanda su una possibile terza dose del vaccino, la dottoressa ha detto che è un tema sul tavolo della task force: “Ne discutiamo. Sempre più dati indicano che la protezione immunitaria cali dopo la seconda dose, soprattutto per coloro che hanno difese basse”.

“Importante mantenere scuole aperte”
Ha poi preso la parola Alain Di Gallo, membro della task force Covid-19 e direttore di una clinica pediatrica. Il medico ha affermato che “al momento, i casi di coronavirus fra giovani e bambini sono al livello più alto dall’inizio della pandemia. Tuttavia, più gravi sono gli effetti psichici e psicosomatici della pandemia su questa categoria della popolazione. È importante cercare di garantire il più possibile la frequenza scolastica in presenza. In tal senso, mascherine, aerazione e soprattutto test regolari sono mezzi di protezione semplici ed efficace”.

Samia Hurst ha riferito che Pfizer/BioNTech ha recentemente fornito dati sulla sicurezza dei suoi vaccini per chi ha fra i 5 e gli 11 anni. I dati devono ancora essere esaminati dalla comunità scientifica, ma il profilo di sicurezza è favorevole e la risposta immunitaria nei bambini è robusta. “La prospettiva della vaccinazione si avvicina anche per loro”, ha precisato Hurst.

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