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Svizzera
Industria agroalimentare per accordo libero scambio con Ue
Redazione
18 anni fa

Un accordo di libero scambio con l'Unione europea nel settore agricolo aprirebbe all'industria agroalimentare svizzera nuove prospettive. Lo ha dichiarato stamane davanti ai media il presidente della Federazione delle Industrie Alimentari svizzere (Fial) Rolf Schweiger, consigliere agli Stati (PLR) di Zugo, secondo il quale il mercato interno è ormai intasato e non offre più possibilità di crescere. Stando a Schweiger, il mercato europeo, con i suoi 500 milioni di consumatori, rappresenta un'opportunità da non perdere, tanto più che attualmente esportiamo solo il 18% di quanto viene prodotto. Vi sono industrie elvetiche, ha spiegato il "senatore", per le quali il mercato Ue è già molto importante. Nestlé, per esempio, "produce la metà del suo caffé per il mercato comune". Per Roland Decorvent, direttore generale di Nestlé Svizzera, dopo la liberalizzazione di questo mercato, "rispetto al 2003 le nostre esportazione sono raddoppiate". Globalmente, il mercato agroalimentare è cresciuto del 40% negli ultimi tre anni, soprattutto grazie all'apertura mirata di certi settori. Un accordo di libero scambio provocherebbe una flessione del prezzo delle materia prime, ha aggiunto, che per Nestlé rappresentano il 50% dei costi. "Rispetto alla Germania - ha spiegato Decorvent - per il burro paghiamo più del doppio. Anche i prezzi per il latte o la farina sono nettamente superiori". Ad ogni modo, l'industria agroalimentare intende coinvolgere gli agricoltori, che in maggioranza respingono un accordo di libero scambio con Bruxelles. Per Schweiger ne va della sopravvivenza stessa di questo ramo economico. ATS

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