
Lo scorso anno sulle strade svizzere sono decedute 357 persone. Si tratta del valore più basso mai registrato, afferma l'Ufficio per la prevenzione degli infortuni (upi). In calo anche il numero di feriti gravi. Dopo che nel 2007, per la prima volta dal 1999, si era registrato un aumento delle vittime di incidenti stradali, nel 2008 il trend ha potuto essere nuovamente ribaltato. Rispetto all'anno precedente, il numero di morti è diminuito di 27 unità (-7%) e quello dei feriti gravi di 455 (-9%). Il bilancio degli ultimi 10 anni è positivo per quasi tutte le categorie. Per gli automobilisti l'origine del miglioramento è causato dalla migliore sicurezza dei veicoli, delle infrastrutture e dall'uso sempre più frequente della cintura. Tra i ciclomotoristi la spiegazione va cercata nella continua diminuzione del numero di chilometri percorsi. Tendenza diversa invece per i motociclistici: i morti e feriti sul lungo termine sono aumentati del 2%. Nel 2008, rispetto al 2007, c'è tuttavia stato un calo del 13%. L'upi segnala anche disparità regionali: in Romandia nel 2008 ci sono stati il 12% di feriti gravi e il 20% di morti in meno. In Ticino, invece, è emerso un aumento dei danni gravi alle persone (morti: +5%, feriti gravi: +6%). Differenze esistono anche nelle differenti classi d'età: un calo superiore alla media è risultato tra i giovani tra i 7 e i 17 anni. Negli ultimi 10 anni, la diminuzione mediamente più alta del numero delle vittime si trova invece tra i bambini fino ai 6 anni. Analizzando le varie tipologie d'incidente, si scopre che i più letali sono quelli frontali o che coinvolgono pedoni. Entrambi sono però in calo (-19% e -17%). Per tipo di via di comunicazione, e non è una sorpresa, le autostrade sono le arterie più sicure (tenendo conto solo del traffico motorizzato individuale). Nonostante l'elevato numero di chilometri percorsi, nel 2008 gli incidenti autostradali hanno causato solo il 7% di tutti i morti e feriti gravi. Malgrado la velocità sia superiore, negli incidenti autostradali la mortalità (167 morti ogni 10'000 persone coinvolte) è solo la metà di quella delle strade extraurbane (318 morti ogni 10'000). Rispetto al 2007, sulle autostrade sono morte 20 persone in meno (-43%). Nel 2008 ha fatto segnare un calo superiore alla media anche il numero di morti e feriti gravi causati dall'alcol, dall'inosservanza del diritto di precedenza e dalla disattenzione. Sul lungo termine emerge invece un notevole aumento degli incidenti dovuti a "imperizia nell'uso del proprio mezzo". Si tratta prevalentemente di motociclisti, afferma l'upi. Gli incidenti causano anche enormi costi: l'upi la stima a oltre 5 miliardi di franchi. Questi comprendono i danni materiali, le cure mediche e la perdita di produzione sul mercato di lavoro. Se si tiene conto anche delle spese indirette, i costi complessivi per l'economia nazionale si aggirano sui 13 miliardi. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

