
Incatenati ai pilastri di un negozio H&M, a petto nudo e imbrattato di vernice viola. Si tratta dell’ultima azione del movimento “Extinction Rebellion” realizzata oggi pomeriggio a Bienne per accusare l’industria tessile mondiale di schiavitù.
Secondo quanto riportato da Le Matin, gli attivisti erano circa una settantina, di lingua francese e tedesca. “Nelle fabbriche di abbigliamento in India e in Cambogia, le dipendenti che rimangono incinte di solito vengono licenziate”, ha detto un manifestante al megafono.
“Un Sistema tossico”
Secondo “Extinction Rebellion”, l’industria tessile fa parte di un sistema “tossico”. “Abbiamo scelto H&M come esempio, ma è tutto il prêt-à-porter che deve essere preso di mira”, dice un attivista denunciando la monocoltura del cotone, lo spreco di acqua, i coloranti malsani e i pesticidi, quando la coltivazione non è biologica.
L’intervento della polizia
Dopo un’ora di occupazione le forze dell’ordine hanno tagliato le catene e allontanato i manifestanti dal negozio. Gli attivisti hanno dovuto fornire i propri documenti di identità. Nessuno di loro è stato fermato.
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